V3day le mie impressioni

2 12 2013

Sono tornato da Genova, sto rimettendo in ordine le idee dopo una giornata fantastica che ci voleva per tutti per tanti motivi.
Andare in pullman da Pisa, con gli attivisti e un amico di San lucido (cs) salito per l’occasione è stato bellissimo e sono convinto che abbia fatto bene al gruppo stesso, facendoci stare assieme. È stata una giornata fondamentale anche per tutto il movimento stesso perché in piazza della Vittoria a Genova ho visto che un’altra Italia c’è non ha voglia di visibilità ma si accontenta di partecipare, di fare “presenza” senza dirlo tramite comunicati stampa o altro, ma che è contenta solo per il fatto stesso di essere lì, senza altri fini. Ultimamente, infatti, avevo l’impressione che nel movimento, soprattutto in Calabria, ci stesse la stessa tecnica “infettiva” che ha distrutto tutti i movimenti fino adesso. Ieri in piazza c’erano solo brave persone che volevano stare insieme e basta, un posto inutile per chi ha bisogno di visibilità e di farsi vedere ma utilissimo per chi ha bisogno di ricaricare le pile.
La cosa più brutta, forse, è stata vedere Dario Fo in un bar visibilmente invecchiato e stanco. La cosa più bella è stata vedere i parlamentari del movimento in piazza in mezzo la gente (che non era quella che il potere li temono, anzi!). Di Battista chiedeva sigarette di tabacco, Nicola Morra si fermava se parlava con giornalisti per salutare gli attivisti calabresi che riconosceva, Dalila Nesci che andava lei dagli attivisti e chiedeva lei a loro di fare un foto, fare un’agorà in piazza con loro e dire la tua su tutto.

Vedere questi gesti mi ha fatto capire che anche a livello locale il movimento saprà costruire qualcosa di bello e grande se darà spazio alle persone perbene e modeste. Il cambiamento è in atto ed è sotto gli occhi di tutti. Sbaglieremo ancora, forse tantissime volte ma non molleremo. Sentire Beppe che diceva “giovani non ve ne dovete più andare, dovete restare e cospirare” mi ha ridato una rinnovata fiducia, che sono sicuro continuerà ad alimentare le mie azioni per molto tempo ancora.

Grazie a tutti quelli che erano lì e soprattutto grazie a quelli che non c’erano, sarà una giornata che resterà nei miei ricordi per sempre.
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Gianfranco Mannini, un leone in sciopero della fame

18 07 2013

Oggi il consigliere del MoVimento 5 Stelle di Pisa, Gianfranco mannini è al 17° giorno di sciopero della fame.

Ho imparato a conoscere questo leone in quest’ultimo anno a Pisa e ascoltando la sua storia e le sue tante battaglie, come quella che sta conducendo oggi per la definizione dei LIVEAS (livelli essenziali di assistenza sociale) attesi da 12 anni e mai definiti, mi hanno fatto imparare quale straordinaria persona sia.

Oggi, al consiglio comunale, è stato in piedi per tutta la durata della seduta, con temperature non certo piacevoli.Mannini_01

Mi ha molto colpito quello che ha detto Gianfranco alla conferenza stampa, alla presenza di Laura Bottici, questore del Senato e senatrice del M5S: “Noi non ci stiamo difendendo da un privato, ci stiamo difendendo dalle istituzioni”.

Se da domani il governo, di comune accordo con le regioni, definirà finalmente i LIVEAS e darà una speranza alle tante famiglie con disabili e anziani non autosufficienti, sarà anche grazie a Gianfranco e alle persone come lui. Sono orgoglioso di aver conosciuto una persona così straordinaria, di essere in un gruppo affiatato che lo sostiene, una persona che sta facendo del male a se stesso per ottenere dei diritti per tanti, per tutti. Non lasciamolo solo, facciamogli sentire che siamo in tanti a sostenerlo e chiediamo anche noi con forza che si parli di diritti ai più deboli, troppo spesso bistrattati o usati come mera propaganda, illusi e sempre abbandonati da tutti.

Grazie Gianfranco.

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Di ritorno dal presidio antimafia a Pisa, con l’amaro in bocca

19 05 2012

Sono appena tornato dal presidio organizzato a Pisa in risposta all’attentato avvenuto a Brindisi stamattina.

Oltre alla vicinanza istituzionale di Sindaco, presidente della provincia assessori e consiglieri (che prima di cominciare parlavano di chi dovesse parlare, di quali associazioni far parlare…”mi raccomando solo quelle moderate”) ho visto molto poco e me ne sono tornato con l’amaro in bocca, anche se forse staranno ancora parlando.

Filippeschi ha cominciato a parlare della Puglia, della Calabria della Campania e della Sicilia come le terre colpite dalla mafia e e poi ha parlato della sua terra come quella, assieme ad altre di terre “con grado alto di civilizzazione”. Io, che dalle terre con il “basso grado di civilizzazione” ci sono nato, so che la mafia non colpisce senza motivo, non colpisce se non ha un chiaro motivo per farlo e sinceramente nella bomba davanti a scuola ci vedo poco di positivo per le cosche.

Brindisi, Cosenza, Napoli e Palermo sono posti dove non si muove foglia senza che la criminalità non voglia, quindi loro non potevano non sapere, ma la loro è stata solo la mano. 30 anni di attentati e depistaggi mi fanno purtroppo dubitare e avere la cultura del sospetto. E’ stato brutto vedere le maggiori istituzioni di una città e non avere alcuna fiducia in loro.

Io so ma non ho le prove, per favore sindaci, assessori e ministri, se anche voi sapete non parlate, non andate a trovare subito il capro espiatorio ma abbiate rispetto della gente e non mettete le bandiere sopra ogni cosa. Noi tutti, per favore, facciamo in modo che Pasolini non sia morto senza averci lasciato niente, Grazie.





Quando una goccia d’acqua è più forte dell’uomo (pigro)

3 09 2010

Oggi, appena tornato da Pisa dopo un piccolo viaggio in aereo con il rischio di atterrare a Reggio Calabria per problemi metereologici, arrivo ad Amantea e ad accogliermi trovo un semaforo tranciato.

Come ogni anno, il primo maltempo di settembre ha fatto di Amantea la sua vittima preferita, non per la sua violenza, ma per l’inadeguatezza del paese di fronte alla pioggia ed al vento.

Quai profetici su Facebook, avendo visto le previsioni del tempo, in molti avevano invocato la pulizia dei tombini.

Ad Amantea infatti, ogni anno, avviene qualcosa di strano, quasi mistico…

Con l’arrivo della bella stagione, per evitare che il mare venga invaso dalla fogna nostrana, che scarica per l’appunto in acqua, tutto l’apparato fognario di scarico viene chiuso.

Poco male direte voi, in attesa dei lavori per evitare questo schifo, in tutti i sensi, il 31 agosto si riaprono gli scarichi.

E invece no, si aspetta sempre che arrivi la pioggia a ricordarci che l’acqua da qualche parte deve andare.

Ecco quindi che al mio arrivo, trovo via baldacchini appena svuotata dopo aver fatto da letto di un fiume di 1 metro d’altezza, ed i pompieri nei miei garage che hanno dovuto montare le idrovore per pompare via l’acqua.

Naturalmente, tutto viene collegato a danni ad oggetti, auto, dispositivi vari, ecc..

La parte migliore però, era il funzionario del comune che consigliava a noi di montare una pompa elettrica per evitare di far venire i pompieri ogni volta.

Perchè mi pare ovvio che ogni volta che piova i pompieri siano lì ad aspettare di essere chiamati.

I tempi ed i mezzi per evitare queste situazioni ai primordi della stagione invernale ci sono stati, di solito quando uno non riesce a fare il proprio lavoro, se ne va a casa.





Il ritorno

12 08 2010

Finalmente dopo oltre 2 mesi di silenzio torno volentieri a scrivere sul blog, che, credetemi, non ho mai lasciato.

E’ un periodo strano questo qui, dove ho praticamente tempo per suonare qualcosa e per ripassare qualche nozione in vi sta dei test per ingegneria elettrica a Pisa.

Esatto, non rimarrò ad Amantea, nè in Calabria.

Non sono un’ipocrita, continuo a pensare che se tutte le persone che quantomeno hanno un briciolo di coscienza collettiva o comunque che hanno un pensiero proprio ed indipendente lasciano questa regione bella e maledetta, qui non rimarranno altro che sfiduciati, scontenti e rassegnati, oltre a quella brutta e famosa “zona grigia” che distingue il male dal bene, ma dal quale non se ne separa se non trova un tornaconto a proprio vantaggio personale.

Eppure, dopo tante parole, dopo aver fatto tanti discorsi per incoraggiare gli altri a non lasciare la nostra terra, e anche dopo che quel famoso discorso di Rosanna Scopelliti fatto a Paola 2 anni fa mi aveva illuminato, ( “se ce ne andiamo tutti qui chi ci rimane? [cit.] ) lascierò Amantea, Cosenza e la Calabria per trasferirmi in quel di Pisa.

Ingegneria elettrica non è presente all’ Unical, e a 19 anni non mi va di accontentarmi per restare a casa.

La paura nel non sapere cosa ci si troverà davanti è fortissima, ma anche l’entusiasmo di entrare a contatto con gente nuova, e forse più aperta e diversa di quella che ho trovato qui.

Tuttavia sono sicuro che mi mancherà tutto di qui, soprattutto avendo il dubbio sul possibile ritorno definitivo, che dubito avverrà mai.

Amantea e la Calabria sono la mia terra e continuerò ad amarla così come ho fatto fin’ora, dimostrando questo sentimento con tutti i mezzi a mia disposizione, e se un giorno potrò tornare e fare qualcosa di buono per la mia terra e la mia gente sarò una persona felice.

Scusate ma era d’obbligo una precisazione su quanto sta accadendo nella mia vita.

Prometto di continuare a scrivere, magari non sempre su Amantea, della quale parlerò appena ne avrò l’occasione ma sempre, solo e comunque informandomi di persona su ciò che vedo.

Se farò qualche articolo sul paese della torre pendente, non me ne vogliate.   🙂








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