Forconi ad Amantea

16 12 2013

Stamattina sono andato al sit-in organizzato dai forconi ad Amantea, all’incrocio di via Lavagaenza e l’SS18 per andare a  vedere con i miei occhi le motivazioni di una manifestazione che sembra stia prendendo piede sempre più a livello nazionale, della quale però, in tutta sincerità non condivido molto i metodi ma, almeno per le persone con cui ho parlato, non mi sento di condannare.

Parlando con i Carabinieri presenti sul posto, comunque, mi è stato detto che il presidio era autorizzato e ad ogni modo non sta al momento creando particolari disagi alla viabilità cittadina.

le impressioni che ho avuto sono state comunque di persone che sono realmente arrabbiate per la loro (e nostra) situazione e in molti si discostavano dagli episodi di violenza di cui si è parlato nei giorni scorsi. Non ho visto, dalle 9:20 alle 10:00 alcuna testata televisiva e giornalistica che documentasse l’evento anche se, a detta dei manifestanti, era stato dato l’avviso a tutti.





V3day le mie impressioni

2 12 2013

Sono tornato da Genova, sto rimettendo in ordine le idee dopo una giornata fantastica che ci voleva per tutti per tanti motivi.
Andare in pullman da Pisa, con gli attivisti e un amico di San lucido (cs) salito per l’occasione è stato bellissimo e sono convinto che abbia fatto bene al gruppo stesso, facendoci stare assieme. È stata una giornata fondamentale anche per tutto il movimento stesso perché in piazza della Vittoria a Genova ho visto che un’altra Italia c’è non ha voglia di visibilità ma si accontenta di partecipare, di fare “presenza” senza dirlo tramite comunicati stampa o altro, ma che è contenta solo per il fatto stesso di essere lì, senza altri fini. Ultimamente, infatti, avevo l’impressione che nel movimento, soprattutto in Calabria, ci stesse la stessa tecnica “infettiva” che ha distrutto tutti i movimenti fino adesso. Ieri in piazza c’erano solo brave persone che volevano stare insieme e basta, un posto inutile per chi ha bisogno di visibilità e di farsi vedere ma utilissimo per chi ha bisogno di ricaricare le pile.
La cosa più brutta, forse, è stata vedere Dario Fo in un bar visibilmente invecchiato e stanco. La cosa più bella è stata vedere i parlamentari del movimento in piazza in mezzo la gente (che non era quella che il potere li temono, anzi!). Di Battista chiedeva sigarette di tabacco, Nicola Morra si fermava se parlava con giornalisti per salutare gli attivisti calabresi che riconosceva, Dalila Nesci che andava lei dagli attivisti e chiedeva lei a loro di fare un foto, fare un’agorà in piazza con loro e dire la tua su tutto.

Vedere questi gesti mi ha fatto capire che anche a livello locale il movimento saprà costruire qualcosa di bello e grande se darà spazio alle persone perbene e modeste. Il cambiamento è in atto ed è sotto gli occhi di tutti. Sbaglieremo ancora, forse tantissime volte ma non molleremo. Sentire Beppe che diceva “giovani non ve ne dovete più andare, dovete restare e cospirare” mi ha ridato una rinnovata fiducia, che sono sicuro continuerà ad alimentare le mie azioni per molto tempo ancora.

Grazie a tutti quelli che erano lì e soprattutto grazie a quelli che non c’erano, sarà una giornata che resterà nei miei ricordi per sempre.
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Preferisco parlare

8 11 2013

Oggi è stato presentato un “documento in nome e per conto del meetup di Amantea” (tipo una missiva di partito) dove in pratica mi si chiede, paragonandomi ad altri personaggi ben noti ai gruppi del MoVimento calabrese, di evitare di schernire pubblicamente il mu di Amantea (in riferimento a questo mio post su facebook), chiedendo delle “sanzioni” nel caso si reiterassero tali vilipendi al gruppo che neanche Napolitano.

Non tutti voi mi conoscete, da quando ho 16 anni mi sono fissato sul fatto che la libertà della persona sia quella di dire quello che pensa, senza freni senza paletti e senza sovrastrutture che “indirizzino” le azioni od il pensiero.

Ora la polemica fatta è nata per un mio post su facebook nel quale definisco una “figura di merda” (e lo rivendico) l’aver richiesto il banchetto in una piazza dove si sapeva non sarebbe stato possibile concederla per la imminente fiera di paese, e fare una lettera al ministro dell’interno per segnalarlo! E’ chiaro quindi che questa è una subdola scusa che serve a mettermi contro anche le persone che non lo avevano fatto fin’ora. Visto che non è mia intenzione creare delle discussioni futili (con annesse votazioni sulla mia persona ed in mia assenza) che farebbero perdere tempo al lavoro vero e, considerato che dall’inizio ero restio all’iscrizione sapendo che prima o poi sarebbe arrivato il punto di scontro con persone che, evidentemente, per quanto mi riguarda farebbero benissimo a stare più lontano possibile dal MoVimento, in particolare quello calabrese che già pullula di personaggi ambigui da quando è nato e visto che comunque penso che un coordinamento di idee e azioni sul tirreno possa effettivamente servire a fare qualche bella iniziativa, lascio questo meetup e tutti i meetup nei quali non ho la possibilità di lavorare fisicamente per evitare di essere una voce (magari critica) a cui è difficile anche associare un viso. Ultimamente questo è potuto succedere solo con i meetup di San Lucido, Fiumefreddo e Cosenza AU (oltre a Pisa naturalmente), pertanto, onde evitare che “esca dalla porta e ritorni dalla finestra” e “seconde possibilità” gentilmente concesse, eviterò qualsiasi coinvolgimento, consiglio ed opinione in fatti interni a questi gruppi.

Questo, naturalmente, non significherà che mi stia zitto se vedrò qualcosa di storto come la vedo ora mentre cercate di limitare il mio diritto a scrivere, dire e pensare quello che voglio.

Lo faccio, infatti,perchè mettere all’ordine del giorno una assurdità, che limita le iscrizioni a persone che si permettono (a loro discrezione) di criticare (per la serie “siamo per la libera informazione”) come quella che è stata proposta (si badi bene, metterla nell’odg è grave, non il proporla da persone dalle quali mi aspettavo questo ed altro),dove si chiede ad una persona di limitare la sua libertà personale nello scrivere su facebook un pensiero relativo ad una notizia di dominio pubblico, mi fa sentire male e non mi permette di lavorare come vorrei nè tantomeno di avere un rapporto proficuo con i componenti di un gruppo che permette “sanzioni disciplinari” per un post su facebook ,cose che neanche in Venezuela. Purtroppo devo ammettere che, se alle riunioni del meetup di Amantea si perda tempo a discutere di me, questo accentua il mio già smisurato ego personale, penso però che sia necessario farmi da parte anche dal MU costiero, continuando a lavorare con le persone che ritengo essermi più consone come ho fatto in questi anni, ovvero dal 2007 a questa parte, da quando abbiamo fatto a Fiumefreddo ed Amantea il V2 Day,scrivendo quello che penso sul mio blog e facendo quello che per me è attivimsmo, indipendentemente dall’usare la bandiera del MoVimento che sento essere casa mia,a  modo mio, secondo i miei canoni che non sono evidentemente i vostri.

Buona fortuna e buona censura a tutti.

Discussione su Meetup





Ma Annarosa Macrì chin’è?

23 10 2013

Su facebook da ieri gira questa bellissima notizia (ne copio l’invito che hanno pubblicato):

L’amministrazione comunale è lieta di invitarti alla presentazione dell’ultimo romanzo di Annarosa Macrì “Da che parte sta il mare”, edito da Rubbettino, che si terrà nella Sala Eventi del CAMPUS TEMESA di Amantea sabato 26 ottobre alle ore 18.30. Con Annarosa Macrì dialoga Battista Sangineto. A seguire degustazione di cioccolato prodotto dal “Bar Gelateria Sicoli” di Amantea. L’iniziativa, che apre il cartellone di eventi “Dalla Fiera d’ottobre all’Epifania”, è curata dall’ufficio stampa dell’ente in collaborazione con “Cartomorelli s.r.l” di Amantea

Per chi non la conoscesse (io la conosco da poco, purtroppo) è una delle più brave giornaliste calabresi, lavora in RAI ed ha lavorato con Enzo Biagi.

Finalmente, insomma, un po di sana cultura ad Amantea, dove si cerca di far conoscere una delle penne più illustri del giornalismo calabrese ai tanti che la conoscono e soprattutto ai tantissimi che non la conoscono. A personalità come queste viene dato giustamente il Campus Temesa, proprio a sottolineare l’importanza dell’occasione.

Guardacaso chi dice che la cultura è il bene del paese, che d’amore si vive, che quant’è bello il cielo al tramonto eccetera, si lamenta perchè a lei danno la struttura migliore del paese mentre alla Guarimba sono stati chiesti ben 700€ per Brunori SAS (che tra l’altro amo moltissimo). A voi i commenti anche se mi permetto di dire a quelli che dicono “Però un dubbio me lo dovete togliere: ma sa autrice, CHIN’È?????” prima di commentare informatevi e chiedete, siate umili perchè fate una più bella figura.





La mia opinione sul reato di clandestinità e sulle proposte 5 stelle

10 10 2013

Ho aspettato fino alla precisazione che ero sicuro sarebbe arrivata sul blog di Beppe Grillo ma che non ha fugato i miei dubbi.

Da “talebano” quale mi reputo ,sono parzialmente in disaccordo con quanto scritto sul blog in merito al reato di clandestinità, mi spiego meglio:

Sono d’accordo nel metodo della discussione in quanto sono convinto che sia necessario prima di fare qualsiasi cosa, in Parlamento come in Regione o in comune, discutere prima con i cittadini sui temi “caldi” soprattutto quando l’emotività rischierebbe di falsare la ragione. In più siamo più è probabile che ci sia qualcuno che riesca a mantenere la barra a dritta.

Penso, quindi, che se è vero che i due senatori m5s non abbiano consultato neanche l’assemblea dei senatori e deputati prima di presentare il decreto in commissione, essi abbiano fatto un errore madornale, da evitare sicuramente.

Troppo esagerata (questa uscita più di quella dei due senatori) è stata la reazione di Beppe sul blog, con toni soprattutto nella parte finale che ricordano quasi un post di Matteo Salvini (noto intellettuale teutonico).

Qui dico che mi trovo in disaccordo, e completamente, nel merito e lo dico con cognizione di causa in quanto anche a Pisa tra gli attivisti stessi del MoVimento ci troviamo e ci siamo trovati (e probabilmente ci troveremo) in situazioni dove siamo in disaccordo tra noi su temi “di sinistra” quale qui è stata l’occupazione dell’ex-colorificio. Non è detto che se il MoVimento appoggia il movimento NO TAV perchè la causa è per noi sbagliata, il MoVimento debba essere “etichettato” come di sinistra, e questo è un punto in cui ho sempre creduto. Nel merito dico che per me il reato di clandestinità è una grande cazzata perchè sono sicuro che se un Nigeriano come un tunisino potesse chiedere legalmente di entrare in Italia lo farebbe.

Facciamo sempre, infatti, riferimento al fatto che “gli italiani in America andavano legalmente, pagavano il biglietto”. E’ vero ma in Italia negli anni ’50 non c’era la guerra civile, non ti sparavano per strada per un pezzo di pane, non ti violentavano le figlie perchè appartenevi ad una fazione opposta o, peggio, ad una etnia diversa e, soprattutto, se vendevi la casa ti potevi pagare almeno il biglietto per la nave. Quanti senegalesi, vendendosi la casa, potrebbero prendere un aereo per Milano Linate?

Non mi va però, di semplificare un problema complesso come l’immigrazione, che per me deve essere si garantita, ma è anche vero che non siamo in grado (si badi, in grado, non che non possiamo) gestire flussi umani così immensi trattando questi nostri fratelli africani in maniera civile e umana.

Mi sarebbe piaciuto esprimere questa posizione in una votazione sulla benedetta piattaforma che ancora non c’è.

Proprio perchè non c’è è inutile che Beppe faccia queste uscite, ne perdiamo tutti e non ci guadagna nessuno.

 

Beppe deve andare a Roma, non può continuare a guardare da Genova quanto accade nella capitale, c’è bisogno della sua presenza fisica lì, altrimenti se i parlamentari prendono a maggioranza una decisione su un punto non del programma, mi sta bene che lo votino ma che sia una condizione che duri poco, non possiamo permetterci altri autogol.

L’unica cosa positiva di questa faccenda è che forse la smetteranno con la storia dell'”uno vale uno ma lui vale un po di più” perchè non è palesemente veritiera, e comunque che si sia smosso l’animo e le coscienze degli attivisti che hanno subito risposto “stiamo facendo una cazzata”. L’abbiamo fatta grossa oggi però abbiamo dimostrato all’esterno che c’è discussione. Magari dovremo rivedere un po le fasi di questa discussione ma c’è ed è l’anima dei gruppi cinque stelle.

In alto i cuori!





Sogni d’oro: la favola vera di Adriano Olivetti

27 09 2013

Sono appena tornato da uno spettacolo teatrale fatto in un’aula dell’Università di Pisa dal titolo Sogni d’oro: la favola vera di Adriano Olivetti.

Uno spettacolo bellissimo, recitato da Roberto Scarpa, accompagnato dalla chitarra di Luca Morelli e le immagini di Teresa Rosalini.

Conoscevo la storia di Adriano Olivetti ma in maniera abbastanza sommaria, non conoscevo invece quella del padre Camillo e in generale tutti i contorni, anche umani, che hanno animato queste persone.

Andate a vedere lo spettacolo se potete ma soprattutto leggete di Adriano Olivetti, della sua fabbrica ad Ivrea, di come è arrivata ad essere il più avanzato polo tecnologico mondiale e di come oggi, dopo la sua morte e la “ristrutturazione” dell’azienda che fu della famiglia Olivetti da parte di De Benedetti oggi sia solo un marchio stampato su tablet cinesi a basso costo e di pessima qualità.
Leggete e informatevi non per un banale e inutile discorso “sull’italianità”, che sinceramente ne abbiamo abbastanza, ma di come si possa provare non solo a cambiare le cose, ma a fare meglio degli altri e ad essere di esempio e ispirazione per le persone e di come si possa ancora avere voglia di sognare.

P.S. quando parlate di tecnologia utile all’uomo, di design e tutte queste belle cose di cui probabilmente avete sentito parlare solo se associate a prodotti con una mela morsicata sulla scocca, ancora, andate a vedere come erano fatti i prodotti Olivetti, la M-40 e la Programma-101, guardate cosa faceva la fabbrica di Ivrea e dove produceva i componenti per le sue macchine e per ciò che sarebbero diventati i microprocessori (no, la risposta non è in Cina da bambini sottopagati).





Morosini e il suo particolare concetto di mafioso

16 09 2013

Oggi ho letto un articolo su un sito locale del Reggino, che mostrava come Peppe Baldassarro avesse definito “cesso” il vescovo di Reggio Calabria Morosini dopo che quest’ultimo  aveva detto testualmente: “Un mafioso non è tale fino all’ultimo grado di giudizio, ma anche dopo è bene fare molta attenzione nel giudicare…”.

Lascio a voi le conclusioni e non farò il solito discorso che si sa chi è mafioso e bisogna isolarli soprattutto prima di un eventuale processo, ma una cosa la voglio dire. La chiesa in calabria è sempre stata ed è, seppur con timide eccezioni di straordinaria forza come don Panizza a Lamezia Terme (per esempio), quella che ha, almeno ai miei occhi, permesso alla ‘ndrangheta di essere socialmente accettata, riconosciuta e che ha quasi finito per dare e riconoscere autorità alle ‘ndrine calabresi mai rifiutando un matrimonio tra famiglie, incentivando il “comparaggio” con i battesimi e le cresime, mettendo insomma sigilli sopra le alleanze mafiose senza mai levare una voce unanime e forte contro la mafia in terra di calabria, vietando la comunione ai divorziati, non celebrando funerali dei suicidi ma facendo la comunione ai boss seduti la domenica in prima fila a messa.

Quella chiesa per me non vale niente, è una istituzione vuota che dove non è insignificante è peggio ancora complice del malaffare. Una chiesa che non si espone ma quasi si piega alla mafia per me non vale niente. Una chiesa che ha come suo “rappresentante” il signor Morosini è una chiesa che non parla alle persone per bene ma ad altri soggetti e quindi, sinceramente, non ha niente da dirmi.

Mi vergogno come calabrese di avere un vescovo, con un potere di influenzare le coscenze enorme come soprattutto al sud hanno gli uomini di chiesa, che fa uscite del genere.

La mia solidarietà a Peppe Baldassarro e il mio biasimo a Rosanna Scopelliti.








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