Arrivano i neri, chiudete i bambini in casa!

4 07 2014

Questa mattina ad Amantea sono arrivati molti pullman, per alcuni troppi, carichi di parte dei migranti appena sbarcati a Reggio Calabria (dove ne sono rimasti 400) insieme agli altri smistati nelle altre province calabresi.

Subito ho visto sul web (ahimè sono ancora a Pisa) le isterie collettive di molti miei concittadini. Da “gentaglia”, “malati di ebola”, ecc…

Sarebbe troppo ingenuo e buonista, però, pensare allo stesso tempo che un aumento così massiccio della popolazione amanteana (e non solo, la situazione come sappiamo sta ricadendo su tutte le regioni del sud Italia, Sicilia in primis) non crei problemi di ordine pubblico.

Sono sicuro che Amantea, come ha fatto in passato, riuscirà ad accogliere al meglio le centinaia di persone che scappano con mogli e figli soprattutto dalla Siria, paese in delirio insieme a tutto il medio oriente e nord Africa che contribuiamo a destabilizzare anche grazie al nostro ottimo esercito che evidentemente in Iraq ha fatto un ottimo lavoro di addestramento, vedi il solito argine che hanno posto all’Isil.

Vorrei che la mia città facesse un attimo di respiro e capisse che queste persone nè vogliono restare in Calabria, tanto meno ad Amantea, nè avrebbero fatto un viaggio di decine di migliaia di chilometri per venire a chiedere l’elemosina davanti all’eurospin. Se si trovano in queste condizioni è perchè pensiamo sempre che le guerre in medio oriente siano fatti a noi estranei, che non ci toccano. Preoccuparsi delle malattie che portano questi migranti o della delinquenza che potrebbero portare è miope se non pensiamo ai motivi che spingono una persona ad affrontare il mare in condizioni assurde, morendo nelle stive come i pesci appena pescati che forse hanno più dignità nella morte se ricoperti di ghiaccio.

Fa orrore che questi commenti si facciano a soli 2 giorni da una strage di decine di persone a largo di Pozzallo ma che si pensi alla pulizia del proprio vialetto però poi votando i mafiosi perchè mantengono l’ordine e la disciplina, perchè se decidessero loro non ci sarebbero questi clandestini in giro a non fare niente per il paese ma ci sarebbe pane e lavoro per tutti.

Siamo un paese di mafiosi, amministrato da mafiosi a tutti i livelli, dal governo centrale al comune, e ce lo dobbiamo ricordare ogni giorno, anche quando i nostri amministratori si lamenteranno dicendo che sono stati scavalcati dal ministero dell’interno.

Degli amministratori comunali seri non ghettizzerebbero in Hotel fatiscenti che magari erano vuoti proprio nella stagione estiva e non aspettavano altro che una chiamata dagli enti “amici”, degli amministratori regionali seri non permetterebbero ad una nave militare di attraccare a Reggio Calabria senza un serio e preciso controllo sanitario su tutta la popolazione in arrivo, una amministrazione nazionale seria non andrebbe in Europa a parlare di Ulisse e Telemaco ma andrebbe a chiedere di smistare in tutta la comunità l’ingente flotta di persone in arrivo. Una Comunità Europea seria andrebbe nei paesi dove contribuisce a creare fame, guerra e distruzione e creerebbe delle strutture di accoglienza lì nell’attesa di poter far entrare legalmente e regolarmente in Europa (tutta) un numero così alto di persone.

Noi amanteani in tutto questo, per una volta anche se è difficile e non lo abbiamo mai fatto, siamo più intelligenti delle persone disoneste e arriviste che abbiamo votato (tutte e a tutti i livelli) e non coinvolgiamo queste persone che non hanno nessuna colpa nell’incompetenza dei nostri governanti. Il problema dell’immigrazione è politico e conviene che non venga risolto per alimentare le discussioni che proprio in casa nostra, nell’isola felice di Amantea libera dalla ‘ndrangheta e dal malaffare, che vogliono l’immigrato brutto e cattivo e che ci costringono a chiedere aiuto a persone di polso che risolveranno la situazione, le stesse che la situazione l’hanno creata. Quando vediamo gli israeliani che sterminano i palestinesi, i siriani che sterminano i siriani, i sunniti che si fanno la guerra con gli sciiti minacciando di invadere Roma, non pensiamo che siano notizie da TG delle otto, non voltiamoci dall’altro lato pensando che sono cose che non ci interessano perchè dopo saranno cose che ci travolgeranno.

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Riflessioni su Gioia Tauro

2 07 2014

Oggi a Gioia Tauro si è completata l’operazione di pace a guida ONU che permetterà di smantellare parte dell’arsenale chimico siriano in mano ad Assad.

Per la prima volta, e questo è un fatto, un arsenale chimico (che questa volta c’era per davvero) è stato consegnato autonomamente dal paese belligerante, consegnato alla comunità internazionale e smaltito senza l’invasione di un paese sovrano, sena ulteriori spargimenti di sangue oltre a quelli già causati dai gas in oggetto.

Per permettere questa operazione l’Italia, ed in particolar modo la Calabria con il porto di Gioia Tauro (tra i porti di interscambio merci più grandi del Mediterraneo), hanno contribuito facendo da base di scambio tra la nave porta container danese che ha trasportato i materiali tossici da Latakia a Gioia e la nave-laboratorio americana Cape Ray che permetterà di neutralizzare in mare aperto le sostanze in questione e consegnarle ad adeguate strutture inglesi, tedesche e norvegesi.

Nonostante una scelta del genere dovesse prevedere una preventiva informazione della popolazione calabrese sui possibili rischi e procedure di emergenza per un evento di tale portata internazionale (e questo era da fare prioritariamente e non è stato fatto, non ci sono scuse), io sono stato contento che per una volta il porto di Gioia Tauro sia andato sui giornali di tutto il mondo non per le quantità immani di armi e cocaina ed altri tipi di droghe che riforniscono tutta Europa e non solo, ma per un’operazione di pace che ha potenzialmente migliorato la situazione di vita di milioni di persone in Siria (anche se purtroppo pare che altre scorte di Sarin siano a disposizione del governo siriano). Nonostante tutto ciò in molti si sono preoccupati arrivando a compiere gesti inconsulti su quello che stava succedendo a Gioia Tauro. Se ciò è sicuramente dovuto alla scarsissima informazione di cui come al solito siamo stati forniti dal governo sulle reali possibilità di pericolo di un’operazione che ha coinvolto i massimi esperti in ingegneria di decine di paesi, ed è giustificabile, non ho tollerato che in molti, tra cui anche due esponenti del M5S Calabrese (Francesco Molinari e Sebastiano Barbanti, rispettivamente senatore e deputato della Repubblica) abbiano inscenato da tempo proteste sull’operazione di pace, creando non poche tensioni e tifoserie nel movimento calabrese anche quando il vicepresidente della commissione difesa, Massimo Artini (deputato toscano del M5S) insieme agli altri 4 parlamentari calabresi Morra, Parentela, Nesci e Dieni avessero dato la disponibilità a salire sulla nave americana incaricata dello smaltimento prima e durante le fasi dell’operazione, garantendo dopo la consultazione con molti esperti del settore che l’operazione era sicura per la popolazione.

Non sono comportamenti che mi aspetto da dei rappresentanti dello stato che dovrebbero difendere e tranquillizzare i cittadini a cui rispondono (quando è così naturalmente), fomentando anzi “rivolte” e proteste di una popolazione che già per troppo tempo ha subito vere angherie dallo stato, con l’inceneritore di prossima costruzione e con la sempre presente e mai neutralizzata ‘ndrangheta che imperversa nella piana e a maggior ragione nel porto di arrivo delle droghe più importante d’Europa. Da dei rappresentanti dello stato mi aspetto che si informino e che informino senza creare allarmismo quasi strumentalizzando delle cittadine evidentemente sotto pressione per i motivi che abbiamo già analizzato.

Naturalmente a Gioia non è successo niente, le operazioni si sono concluse e nessuna persona è stata messa in pericolo, altri carichi di droga e armi invece continueranno ad arrivare nel porto, rifocillando le casse mai troppo piene della ‘ndrangheta e continuando a sottomettere il popolo calabrese, anche quando (a sua insaputa, questo si) si ritrova ad essere protagonista per aver contribuito a fare qualcosa di buono.

La Calabria ha fatto la parte dei buoni, gli immigrati, soprattutto siriani, continueranno sempre a fare la parte dei cattivi se non saranno sempre maggiori le iniziative che permetteranno pacificamente di riportare la pace nel loro paese ed in tutti i paesi dai quali sono costretti a fuggire milioni di persone arrivando in Italia (quando arrivano), paese che contribuisce alle situazioni di instabilità mondiale, per poi fare i nuovi schiavi dell’occidente dove i diritti valgono per molti ma non per tutti.





Forconi ad Amantea

16 12 2013

Stamattina sono andato al sit-in organizzato dai forconi ad Amantea, all’incrocio di via Lavagaenza e l’SS18 per andare a  vedere con i miei occhi le motivazioni di una manifestazione che sembra stia prendendo piede sempre più a livello nazionale, della quale però, in tutta sincerità non condivido molto i metodi ma, almeno per le persone con cui ho parlato, non mi sento di condannare.

Parlando con i Carabinieri presenti sul posto, comunque, mi è stato detto che il presidio era autorizzato e ad ogni modo non sta al momento creando particolari disagi alla viabilità cittadina.

le impressioni che ho avuto sono state comunque di persone che sono realmente arrabbiate per la loro (e nostra) situazione e in molti si discostavano dagli episodi di violenza di cui si è parlato nei giorni scorsi. Non ho visto, dalle 9:20 alle 10:00 alcuna testata televisiva e giornalistica che documentasse l’evento anche se, a detta dei manifestanti, era stato dato l’avviso a tutti.





Preferisco parlare

8 11 2013

Oggi è stato presentato un “documento in nome e per conto del meetup di Amantea” (tipo una missiva di partito) dove in pratica mi si chiede, paragonandomi ad altri personaggi ben noti ai gruppi del MoVimento calabrese, di evitare di schernire pubblicamente il mu di Amantea (in riferimento a questo mio post su facebook), chiedendo delle “sanzioni” nel caso si reiterassero tali vilipendi al gruppo che neanche Napolitano.

Non tutti voi mi conoscete, da quando ho 16 anni mi sono fissato sul fatto che la libertà della persona sia quella di dire quello che pensa, senza freni senza paletti e senza sovrastrutture che “indirizzino” le azioni od il pensiero.

Ora la polemica fatta è nata per un mio post su facebook nel quale definisco una “figura di merda” (e lo rivendico) l’aver richiesto il banchetto in una piazza dove si sapeva non sarebbe stato possibile concederla per la imminente fiera di paese, e fare una lettera al ministro dell’interno per segnalarlo! E’ chiaro quindi che questa è una subdola scusa che serve a mettermi contro anche le persone che non lo avevano fatto fin’ora. Visto che non è mia intenzione creare delle discussioni futili (con annesse votazioni sulla mia persona ed in mia assenza) che farebbero perdere tempo al lavoro vero e, considerato che dall’inizio ero restio all’iscrizione sapendo che prima o poi sarebbe arrivato il punto di scontro con persone che, evidentemente, per quanto mi riguarda farebbero benissimo a stare più lontano possibile dal MoVimento, in particolare quello calabrese che già pullula di personaggi ambigui da quando è nato e visto che comunque penso che un coordinamento di idee e azioni sul tirreno possa effettivamente servire a fare qualche bella iniziativa, lascio questo meetup e tutti i meetup nei quali non ho la possibilità di lavorare fisicamente per evitare di essere una voce (magari critica) a cui è difficile anche associare un viso. Ultimamente questo è potuto succedere solo con i meetup di San Lucido, Fiumefreddo e Cosenza AU (oltre a Pisa naturalmente), pertanto, onde evitare che “esca dalla porta e ritorni dalla finestra” e “seconde possibilità” gentilmente concesse, eviterò qualsiasi coinvolgimento, consiglio ed opinione in fatti interni a questi gruppi.

Questo, naturalmente, non significherà che mi stia zitto se vedrò qualcosa di storto come la vedo ora mentre cercate di limitare il mio diritto a scrivere, dire e pensare quello che voglio.

Lo faccio, infatti,perchè mettere all’ordine del giorno una assurdità, che limita le iscrizioni a persone che si permettono (a loro discrezione) di criticare (per la serie “siamo per la libera informazione”) come quella che è stata proposta (si badi bene, metterla nell’odg è grave, non il proporla da persone dalle quali mi aspettavo questo ed altro),dove si chiede ad una persona di limitare la sua libertà personale nello scrivere su facebook un pensiero relativo ad una notizia di dominio pubblico, mi fa sentire male e non mi permette di lavorare come vorrei nè tantomeno di avere un rapporto proficuo con i componenti di un gruppo che permette “sanzioni disciplinari” per un post su facebook ,cose che neanche in Venezuela. Purtroppo devo ammettere che, se alle riunioni del meetup di Amantea si perda tempo a discutere di me, questo accentua il mio già smisurato ego personale, penso però che sia necessario farmi da parte anche dal MU costiero, continuando a lavorare con le persone che ritengo essermi più consone come ho fatto in questi anni, ovvero dal 2007 a questa parte, da quando abbiamo fatto a Fiumefreddo ed Amantea il V2 Day,scrivendo quello che penso sul mio blog e facendo quello che per me è attivimsmo, indipendentemente dall’usare la bandiera del MoVimento che sento essere casa mia,a  modo mio, secondo i miei canoni che non sono evidentemente i vostri.

Buona fortuna e buona censura a tutti.

Discussione su Meetup





Ma Annarosa Macrì chin’è?

23 10 2013

Su facebook da ieri gira questa bellissima notizia (ne copio l’invito che hanno pubblicato):

L’amministrazione comunale è lieta di invitarti alla presentazione dell’ultimo romanzo di Annarosa Macrì “Da che parte sta il mare”, edito da Rubbettino, che si terrà nella Sala Eventi del CAMPUS TEMESA di Amantea sabato 26 ottobre alle ore 18.30. Con Annarosa Macrì dialoga Battista Sangineto. A seguire degustazione di cioccolato prodotto dal “Bar Gelateria Sicoli” di Amantea. L’iniziativa, che apre il cartellone di eventi “Dalla Fiera d’ottobre all’Epifania”, è curata dall’ufficio stampa dell’ente in collaborazione con “Cartomorelli s.r.l” di Amantea

Per chi non la conoscesse (io la conosco da poco, purtroppo) è una delle più brave giornaliste calabresi, lavora in RAI ed ha lavorato con Enzo Biagi.

Finalmente, insomma, un po di sana cultura ad Amantea, dove si cerca di far conoscere una delle penne più illustri del giornalismo calabrese ai tanti che la conoscono e soprattutto ai tantissimi che non la conoscono. A personalità come queste viene dato giustamente il Campus Temesa, proprio a sottolineare l’importanza dell’occasione.

Guardacaso chi dice che la cultura è il bene del paese, che d’amore si vive, che quant’è bello il cielo al tramonto eccetera, si lamenta perchè a lei danno la struttura migliore del paese mentre alla Guarimba sono stati chiesti ben 700€ per Brunori SAS (che tra l’altro amo moltissimo). A voi i commenti anche se mi permetto di dire a quelli che dicono “Però un dubbio me lo dovete togliere: ma sa autrice, CHIN’È?????” prima di commentare informatevi e chiedete, siate umili perchè fate una più bella figura.





‘Un pagamu-La tassa sulla paura ad Amantea

5 04 2013

Per il secondo giorno di fila sono entrato nella sala consiliare di Amantea, stavolta però per un ‘occasione molto più nobile del consiglio comunale (ma con, più o meno, la stessa presenza nella sala) ovvero la presentazione del documentario ‘Un pagamu. La tassa sulla paura di Nicola Grignani, Miko Meloni e Claudio Metallo.

Il documentario è del 2011 ma era la prima vola (mea culpa) che vedevo il video di Claudio Metallo, mio compaesano, che avevo avuto l’opportunità di vedere anche a scuola, per la presentazione di “Fratelli di TAV“, un altro bel documentario sulla linea ad alta velocità.

‘Un pagamu è una testimonianza che dal pizzo qualcuno, anche a Lamezia Terme, riesce ad uscirne se è aiutato dallo Sato, come testimonierà anche Daniele Godino, uno dei commercianti taglieggiati dal clan Giampà.

Non andrò oltre, è un documento importante, che ci dice che il Sud può parlare da solo di se stesso, farlo bene e non scendere nella banalità della “monnezza” o delle ndrine, del sangue e dell’ignoranza. Deve essere uno spunto ed una testimonianza che si può reagire, con tutte le conseguenze del caso, ma si può provare a cambiare. Guardatelo e fate le vostre valutazioni e , dopo, guardatevi anche l’iintervento di Daniele Godino, anch’esso altrettanto bello ed importante, anche se l’audio è quello che è.





Prove tecniche di streaming dal consiglio comunale fallite (per ora)

3 04 2013

Oggi pomeriggio, insieme ad Antonello Zaccaria, abbiamo preparato (io l’ho solo portata al comune) una richiesta da protocollare in comune, chiedendo la possibilità di filmare il consiglio comunale di domani 4 aprile che ha come punti dell’ODG, tra gli altri, anche l’approvazione del regolamento per il Campus Temesa, struttura che credo possa essere un volano di svolta per la cultura locale se ben utilizzato.

Visto il pochissimo preavviso con cui presentavamo la richiesta (meno di 24 ore prima del consiglio), ho ritenuto andare a parlare personalmente con il Presidente del Consiglio Comunale.

Il colloquio avuto con il Presidente, nella persona di Monica Sabatino, è stato molto cordiale e altrettanto cordialmente ci è stato negato  di filmare, anche parzialmente, il consiglio facendo riferimento all’articolo 46 del regolamento del Consiglio Comunale, che impone che solo i giornalisti iscritti all’albo possano riprendere i consigli comunali perchè si richiede una certa “garanzia” da parte di chi filma, avendo avute situazioni sgradevoli nel passato.

Condivido che il filmato del consiglio comunale non debba essere usato a livello personale, come anche specificato nel suddetto articolo del regolamento ma a dire il vero mi ha stupito il fatto che in molti si erano detti d’accordo sulla possibilità di riprendere il consiglio ma che m sia stato negato di riprendere anche nell’eventualità che, prima dello svolgimento della riunione, tutti i consiglieri ed assessori si fossero detti d’accordo alla ripresa con la giustificazione che “se si vede il video su youtube poi si vede che si è andati contro una regola”.

Ad ogni modo la Dottoressa Sabatino si è detta d’accordo nel modificare la regola, cosa necessaria ma comunque ovviabile facendo lo streaming sullo stesso sito del comune con 10€ di webcam e connessione ad internet nella sala comunale.

Domani ci troverete comunque nella sala del consiglio comunale per assistere alla discussione, e ne troverete qui un resoconto.








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