Il mio 19 luglio

18 07 2014

E’ buffo come ormai mi ritrovi a scrivere sul blog praticamente ogni 19 luglio, quasi solamente il 19 luglio negli ultimi tempi.

Esattamente cinque anni fa ero in autobus, mio papà mi aveva accompagnato davanti la stazione di Lamezia  Terme ed ero salito sul pullman partito da Cosenza organizzato dai ragazzi di Adesso Ammazzateci Tutti (che si sono liquefatti insieme alla Scopelliti) in direzione Palermo.

Di quel viaggio ricordo tutto: le poche aspettative con cui ero partito, non sapendo bene dove stavo andando, l’odore dell’imbarco traghetti a Villa San Giovanni alle 5 di mattina e man mano che si avvicinava la meta il sonno non disturbava mai, l’autostrada da Messina a Palermo, l’autogrill dietro Punta Raisi e Palermo nella mattina. Ascolto Bruce Springsteen, come 5 anni fa quando entravo per la prima volta a Palermo, via dell’autonomia siciliana e subito in via Mariano D’Amelio.

L’albero, è lui il ricordo più vivido che ho del posto. Un ulivo anche abbastanza piccolo pienissimo di sigarette e pacchetti alle sue radici, quasi a volerne offrire una a Paolo.

Poi ricordo Paolo nel corpo e nella voce di Salvatore. Uguale al giudice che avevo visto solo nelle foto e in televisione, che mi spiega a quale piano abitasse sua madre quel pomeriggio del 19 luglio 1992.

Di Palermo ricordo i vicoli, belli e sporchi, per arrivare al duomo, belissimo come tutta la città che subito mi è apparsa gelosa, schiva verso i “forestieri”.

Di quel mio 19 luglio ricordo le testimonianze dal palco montato vicino al luogo dell’esplosione, la notizia che Fini era andato a rendere omaggio ad una caserma dei Carabinieri lì vicino, non avendo il coraggio di presentarsi in una piazza che lì non lo voleva, nè lui nè nessun altro. Solo cittadini. In quella piazza ho capito per la prima volta cosa fosse la cittadinanza attiva. Eravamo in pochi in via Mariano D’Amelio ma eravamo anche tantissimi a sentire le storie di quelli che abitavano lì, con le case e le vite distrutte quasi come quella della famiglia Borsellino.

Del pomeriggio del mio 19 luglio, poi, ricordo di aver conosciuto due persone fantastiche, che da allora continuo a sentire spesso e con piacere e che considero degli amici, Dalila ed Emiliano, che mi hanno aiutato a leggere molte cose in maniera diversa qualche tempo dopo.

Ricordo il Castello Utvegio, così bello visto da giù e così inquietante sapendo a cosa è servito 22 anni fa.

Delle 16:58 ricordo le mani alzate e il rosso delle agende, al vento, in alto ed il silenzio.

Neanche quest’anno ho avuto la possibilità di tornare a Palermo, anche quest’anno, però, testimonierò come quel giorno ha cambiato per sempre la mia vita facendomi capire una cosa: non cambieremo il mondo, probabilmente non lo renderemo neanche un posto migliore ma onorare persone come Paolo Borsellino, in qualsiasi modo ne siamo capaci, è l’unica cosa degna di rispetto che possiamo fare per onorare una vita come quella del dottor Paolo Borsellino, del dottor Giovanni Falcone, di Giuseppe Impastato, di Mauro de Mauro, di Giancarlo Siani e, soprattutto, delle tante persone vive che con dignità e senza riflettori, loro si, ci provano a rendere la nostra terra un posto migliore.





Grazie, Guarimberos

11 08 2013

Ieri sera è finita La Guarimba film festival ad Amantea e ci sono poche parole da dire: è stato bellissimo!

La bravura dei guarimberos e di Giulio Vita, oltre a quegli amanteani che hanno cercato di dare il loro contributo all’evento non è stata tanto nel festival in se, che è comunque stato impeccabile, ma nel riuscire a coinvolgere una cittadina di 13.000 abitanti in eventi di contorno come sono state le proiezioni sul lungomare o a Campora, coinvolgendo anche i turisti che (difficilmente, perchè a livello mediatico lo staff è stato fantastico nel pubblicizzare) non sapevano cos’era, facendoli andare poi all’Arena Sicoli le sere del 7-8-9 e 10 agosto.

Piazza Commercio per una sera parlava inglese, il centro cittadino era pieno di ragazzi trai 20 e i 30 anni stranieri, con cui relazionarsi, scambiare idee e opinioni aiutando i tanti ragazzi di Amantea ad aprirsi al mondo. E’ stato per me meraviglioso vedere persone di 40/50/60 anni, di Amantea, uscire ed andarsi a vedere un documentario sulla Siria piuttosto che un corto sulla demenza senile!

Per questo e per il festival, che secondo me ha avuto corti fantastici, specie, secondo me, nella categoria documentari, mi sento di dire solo grazie alla Guarimba. Ieri Davide Marano ha detto (in inglese ed italiano vista la diversità della platea) “In Chocolat, Juliette Binoche arriva in un paesino e porta una ventata d’aria fresca, Giulio Vita è Juliette Binoche e la Guarimba è la ventata di aria fresca”.

Dal canto mio cercherò di dare un aiuto maggiormente concreto ai ragazzi della guarimba che sono anche stati criticati, come ci si aspettava, perchè “lo fanno per soldi, non per beneficenza” . Io dico che magari Giulio diventasse ricco con la Guarimba perchè se ciò accadesse vorrebbe dire che Amantea si arricchirebbe tutta, non solo per qualche prodotto in più venduto a via Margherita (che comunque c’è stato e cisarà anche grazie al festival) ma soprattutto si arricchirà in cultura, perchè con la cultura si deve mangiare, soprattutto in Calabria dove essa è l’unica cosa genuina che ci è rimasta.

Grazie dell’emozione di poter tornare al cinema all’aperto, ragazzi, grazie di aver riportato il cinema alla gente e la gente al cinema, ed un in bocca al lupo per il festival del prossimo anno.

P.S. quasi dimenticavo   #BeAGuarimberos !!!





Il mio Venerdì Santo e le tradizioni popolari

29 03 2013

Oggi ho partecipato alla processione del Venerdì santo, una delle tradizioni maggiormente sentite e partecipate di Amantea.

Come ogni anno tutto il paese si è riversato nelle strade, con le donne e le forze dell’ordine dietro la Madonna, gli uomini e le famiglie dietro a Gesù morto e in croce e i ragazzi (pochi) dietro alle statue dei santi e delle figure della passione.

Per una mezza giornata, come ogni anno, le strade di Amantea hanno risuonato le canzoni popolari che accompagnano prima a Piazza Cappuccini e dopo alla Chiesa Madre le “varette”, simbolo della tradizione amanteana.

Personalmente non credo nelle istituzioni ecclesiastiche a nessun livello (non nella figura divina), ma partecipo sempre con piacere a queste tradizioni che sento nel mio sangue e nella mia testa. Abbiamo già perso il Carnevale, del quale ricordo sempre con piacere i carri grandi e colorati, la gente ai bordi delle strade che veniva da mezza Calabria e i ragazzi che provavano le coreografie e le musiche con tanta passione, non voglio che si perda anche la processione delle varette che, seppur con la sua quantità di folklore esagerata (fatico ancora a capire le lacrime di alcuni, ma immagino sia dovuta alla diffidenza verso le manifestazioni religiose oppure continuo ad odiare i “politici” incravattati in prima fila), rimane uno degli eventi che mi identificano come amanteano e calabrese. Oggi mi sono sentito nuovamente parte di una comunità e vorrei che continuassero a provare questa sensazione tutti coloro che ritornano per Pasqua ad Amantea.

Sogno, un giorno, di vedere da parte delle istituzioni delle azioni serie e mirate al mantenimento e all’incentivazione del le manifestazioni popolari e folkloristiche, che mantengono vivi in noi stessi quei sentimenti di identità e di attaccamento alla terra che in molti perdiamo. Vorrei vedere il centro storico di Amantea (uno dei più belli e al contempo peggio tenuti che abbia mai visto) pieno di ragazzi che suonano d’estate, magari in una serata a tema con altri ragazzi che ci leggono brani di cultura popolare da fare poi nei centri storici degli altri paesi sulla costa… chissà, magari un giorno





Paolo Nespoli all’Università

29 11 2011

E’ un bel po che non scrivo più sul blog (è il millesimo articolo che inizia in questo modo e vi prometto che sarà l’ultimo 🙂  ), e mi dispiaceva abbastanza aver messo in secondo (terzo, quarto..) piano quella che era stata una delle attività che mi avevano dato più soddisfazione e stimoli negli ultimi anni.

Non vivendo praticamente più, se non nelle feste, ad Amantea vedo inutile lo scrivere ancora del mio paese, almeno assiduamente come avevo fatto fino all’anno scorso.

Cercherò quindi di scrivere ogni tanto su quello che mi succede qui a Pisa o comunque su quello che mi colpisce di più e su ciò che magari mi stuzzica ancora abbastanza da mettermi addosso la voglia  che avevo prima di scrivere.

Oggi quella voglia mi è venuta mentre ero all’università (capita abbastanza spesso in questi mesi), in particolare ad un incontro che si  tenuto alla facoltà d’ingegneria con ,l’astronauta Paolo Nespoli.

Il pomeriggio con Nespoli è stato, e non solo secondo me, una delle iniziative che hanno avuto forse il maggior successo e che hanno sucsitato maggiore interesse da quando sono qui a Pisa.

Vedere da vicino un uomo che è stato nello spazio, che ha visto tutti noi dall’alto e che è diventato quello che è diventato con le sue forse fa sempre un certo effetto.

Nespoli non si è sottratto alle domande anche più strane che gli sono state fatte (come potrete immaginare chiedevano come fare le “cose” che qui a Terra sembrano più normali e “necessarie”),  ma anche a quelle più curiose (come fanno a scrivere le penne in assenza di gravità).

Ad ogni domanda ha risposto con un sorriso, una battuta ed una spiegazione esaustiva della questione e si è dimostrato a detta di tutti una bellissima persona e soprattutto un uomo umile che non ti guarda dall’alto in basso (anche se ne avrebbe tutti i motivi, e non solo metaforici).

La parte più bella dell’intervento è stata sicuramente la fase finale dove ha raccontato come è riuscito a diventare astronauta (non ha mai detto cosmonauta, e non solo da questo ha mostrato una certa simpatia per l’America piuttosto che per la Russia 🙂  ) e di come bisogna credere in se stessi e nei propri sogni..che magari alla fine si avverano!

Che dire, Grazie Paolo Nespoli anche per la lezione di vita che ci ha dato oggi 😉





Il vulcano in slowmotion

16 05 2010

Per ricordare che nel mondo ci sono ancora tante cose belle guardate questo video…magari non saranno della stessa idea quelli che non sono potuti partire…voi guardatelo in HD 😉





Photos

4 05 2010

L’assenza dal blog è stata dovuta ad un viaggetto a Londra 😉

Eccovi le prove!

londra

A breve ne aggiungerò altre, intanto godetevi queste…





Nuovo Wallpaper

25 11 2009

Durettamente da gnome-looks, ecco il mio nuovo desktop, più ubuntiano che mai 😉

P.S. notare la cartelina con i quiz della patente sulla destra 😛








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