Le quirinarie, il sogno e Cosa Nostra

29 01 2015

Oggi abbiamo fatto insieme ad altre 50.000 persone la storia di questo paese, domani probabilmente continueremo a farla.

L’elezione del Presidente della Repubblica è stato un momento che ha portato tanti di noi a fermarsi un attimo davanti al computer, a passare da impotenti a grandi elettori della più alta carica dello stato e, credetemi, è stata una sensazione meravigliosa.

Per un’intera giornata sono stato indeciso se sacrificare il mio voto per un tatticismo che avrebbe potuto spaccare a metà un partito di mafiosi alleato con un partito della mafia, o se inseguire per davvero il sogno, se dare un segnale non solo alla politica italiana ma all’Italia.

Il MoVimento non è compromesso, noi non siamo così ma siamo quelli che votano Nino Di Matteo e Ferdinando Imposimato, due bandiere della legalità.

Tra i due ho scelto Di Matteo. In molti si chiedono che senso abbia togliere per 7 anni dal suo ruolo di magistrato una persona che sta facendo le inchieste più importanti della storia di questa martoriata Repubblica; io rispondo che votando Nino Di Matteo abbiamo dato il messaggio che colpendo e minacciando lui colpiscono l’Italia. Avrei voluto vedere il suo nome su quelle schede oggi ma vedere il nome di Imposimato mi ha regalato un’emozione fortissima. Il massimo esperto al mondo di terrorismo e strategie sovversive (quelle che hanno incendiato questo paese per decenni e che l’hanno portato dov’è ora) Presidente, ci pensate?

Sappiamo benissimo che non accadrà, lo so io e lo sapete voi (3 o 4) che leggete ma noi ci abbiamo provato, da nuovi Pericle abbiamo detto che ad Atene funziona così, che tutti partecipano e chi è più rappresentativo vince, che i sogni delle persone contano e parecchio e soprattutto che questi sogni si realizzano. Io non so chi sarà eletto, probabilmente il M5S cambierà strategia da sabato ma anche quello sarà votato dagli iscritti e quindi anche lì tutti noi rientreremo nella cabina e forse contribuiremo a cambiare questo paese, magari non votando Mattarella che è espressione della Mafia. Si, il fratello dell’ex Presidente della regione Siciliana ucciso da Cosa Nostra (che sta sui Santi Laici, andatevi a cercare cosa sono per noi loro) è espressione del partito mafioso oggi al governo di questo paese.

Proprio perchè ha il fratello ammazzato da Cosa Nostra, la stessa che è scesa a patti con lo Stato, che ha creato Forza Italia con la quale oggi il PD governa dovrebbe indignarsi solamente a sentirsi nominare da Renzi, ma non lo farà.

L’indignazione in questo paese non esiste più da tempo, neanche se ti hanno ammazzato il fratello perchè quello che conta è il Potere, la Poltrona, le Amicizie, le Conoscenze. Non abbiamo bisogno di Presidenti grigi, ne abbiamo avuti fin troppi.

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Forse è vero che abbiamo iniziato

27 05 2014

Ieri non sono stato in grado di dire una parola e non mi sentivo in grado di farlo neanche ora, ma provo a dirvi come ho vissuto io questi giorni, partendo dalle elezioni europee.

Ad Amantea e a Pisa, insieme a decine di ragazzi che credevano più di me nel progetto del movimento 5 stelle, abbiamo dato il massimo, abbiamo messo da parte gli affetti, il tempo libero e lo studio o il lavoro per andare in giro ad attaccare manifesti, per rompere le scatole a tante persone senza tuttavia permetterci di chiedere mai un singolo voto o una singola firma. A Pisa ho conosciuto alcuni ragazzi candidati alle europee dalle qualità straordinarie, ragazzi di 30 anni con due lauree che vivono all’estero e che neanche si aspettavano di essere eletti quando al contrario gli attivisti si erano letti i curriculum di tutti e scendendo in piazze piene non solo quando c’era Beppe (senza il quale tutto ciò sarebbe solo un sogno, e quando sogni da solo dormi, se sogni con 6 milioni di persone stai facendo la rivoluzione) ma anche quando c’erano “semplici” parlamentari.

Ad Amantea ed in Calabria è andata meglio, abbiamo portato una ragazza fantastica a Bruxelles con due lauree, una ragazza umile e sincera che ha avuto l’umiltà di salire su una panchina per parlare con i cittadini e, cosa più importante, ha impedito di tornare a prendere il Ryanair per Charleroi (rimborsato Alitalia magari, chi lo sa?) a Pirillo e bruciato sul nascere la partenza di Scopelliti. I tanti ragazzi che hanno creduto in questo e sostenuto Il MoVimento, prima ancora di Laura ad Amantea come a Cosenza (Dario, isabella, Goffredo, Paolo, Rosario per citarne alcuni) devono esserne fieri e orgogliosi. Sta di fatto, però, che abbiamo perso e male. La botta è stata forte e dritto sul capo. Non ci piangeremo addosso, questo è certo. Continueremo a lottare per l’onestà e per quelle persone che la inneggiavano il 24 maggio in Piazza San Giovanni e porteremo altre persone a credere che fare Politica è possibile e che quella che fanno gli altri con essa non ha niente a che vedere. La paura che ho è che se fin’ora l’argine alla violenza c’è stato e lo sfogo è stato mettere una croce sul M5S, ora con Alba Dorata e il Front National praticamente dietro l’angolo, gli italiani che non hanno votato, perchè sono loro che si devono convincere, non chi la sua rappresentanza l’ha trovata (bene o male che sia), ora cosa faranno?

Le elezioni ad Amantea sono state ben altra storia. Nelle condizioni in cui versava la città e soprattutto il MeetUp, questa lista non doveva probabilmente neanche nascere ma la capacità di Francesca Menichino di fare gruppo attorno a lei ha convinto tutti che forse anche noi potevamo fare la nostra parte, anche noi avevamo qualcosa da dire.

La presenza di Francesca ad Amantea è servita a dare al MoVimento ben 2200 voti (circa il 30% del totale dei voti comunali), andando in controtendenza rispetto al resto d’Italia e contribuendo a portare Laura Ferrara in Europa.

La vittoria più grande, però, sono stati i quasi 1400 voti che tramite lei sono stati dati ad un gruppo e ad un idea. 1400 voti puliti, che nessuno si è permesso di chiedere promettendo favori o per il bene della famiglia e della parentela (anzi!).

Ho fatto il rappresentante di lista alla sezione 5 di Amantea e vedere 35 voti a Francesca Sicoli, prima eletta del M5S che però non entra in comune, mi ha fatto sentire veramente orgoglioso, convinto di aver contribuito in minima parte a fare qualcosa di buono per questo paese. Ora però starà tutto a Francesca Menichino riuscire a portare in comune le istante di 1400 persone, io sono sicuro che ci riuscirà ma lo dovrà dimostrare alle altre migliaia di persone che hanno votato sotto ricatto, per convenienza o per semplice paura gli altri. Sono sicuro che la “Rosa arcobaleno” avrà vita breve perchè non è un progetto ma una aggregazione di portatori di voti che assieme non riusciranno a lavorare e che sicuramente avranno anche problemi di altro tipo, magari ripetendo la storia. Da Mazzei non mi aspetto nessun tipo di opposizione in quanto proveranno in tutti i modi a conservare il sistema che negli anni lui e la Sabatino, in giunta assieme hanno costruito e che non possono permettersi di far uscire allo scoperto.

Dateci e date una mano, soprattutto a Francesca perchè sarà un grimaldello che useremo per far uscire allo scoperto tutto quello che ci vogliono tenere nascosto e sono sicuro che insieme, con Francesca, ci riusciremo.

Un finanziere fuori dalla scuola Pascoli mi diceva che non dobbiamo pretendere troppo perchè il cambiamento è già in atto, lui lo vede in cose che 10 anni fa neanche immaginavamo.

Forse è così, forse non potevamo pretendere di rivoltare il parlamento europeo ed il comune di Amantea come un calzino ma abbiamo iniziato a farlo con determinazione e con passione, la passione di Rosario, Francesco, Giuseppe, Marcello, Francesca, Teresa, Olga, Carlo, Adamo, Alfonso, Andrew, Nicola, Gianni e qualcun altro che sicuramente sto dimenticando. Forse rileggendo i nomi è vero, il cambiamento c’è e ci siamo dentro fino al collo, sarà bellissimo farne parte.

 





Il seme del malaffare ed il rinnovamento ad Amantea

27 04 2014

Se avete girato per Amantea in questi giorni lo sapete, mi candido!

Naturalmente non è così ma in tanti me lo hanno chiesto (non tantissimi altrimenti mi sarei candidato per davvero 😀 ). Moralmente, però, è come se lo fossi con i ragazzi del M5S di Amantea, bravi ragazzi che non si sono mai visti nella politica locale, con un programma e che stanno in mezzo alla gente, in piazza come in questo momento.

Se non avessi visto del buono, e non il meno peggio in loro, non avrei mai iniziato questa avventura. E’ facile ad Amantea candidarsi con “loro” dove persone con idee totalmente diverse sul welfare e sui servizi sociali (ma forse non sanno neanche cos’è), si ritrovano nella stessa lista, è facile accettare una candidatura se te la chiedono al bar senza neanche conoscerti (succede…) ma nono è facile entrare in una lista di un gruppo di 30 persone (al momento) che assegnerà gli assessorati su base curriculare, non su base di voto, un gruppo che non ha mire poltronistiche ma chiede alle persone cosa inserire nel programma. Non è facile entrare in un gruppo libero da condizionamenti esterni che hanno governato e continuano a governare non solo il paese, ma anche noi stessi con atteggiamenti e modi di fare che non si può fare a meno di non definire quantomeno “mafiosi”.

Tutti abbiamo dentro di noi il seme del male, dell’egoismo, del malaffare, del “mi signu conzato” o del “chi ti serve?” e non è facile assopirlo fino ad estirparlo e rinnovarsi in qualcosa che almeno si professa essere diverso.

Non sto facendo campagna elettorale, non ne sarei capace, anzi chiudete qui se lo pensate perchè non ci serve convincere persone che bene o male hanno già trovato la loro rappresentanza (onesta o disonesta che sia); sto cercando di dire a me stesso che continuerò a sostenere questi ragazzi, che nel mio piccolo darò il massimo. Poi se loro e noi ce lo meriteremo è un’altra questione ma almeno avrò la certezza di aver aiutato persone oneste, sconosciute alle procure ed ai palazzi.

P.S. I politici sono come i pannolini, vanno cambiati sempre per lo stesso motivo.





Morosini e il suo particolare concetto di mafioso

16 09 2013

Oggi ho letto un articolo su un sito locale del Reggino, che mostrava come Peppe Baldassarro avesse definito “cesso” il vescovo di Reggio Calabria Morosini dopo che quest’ultimo  aveva detto testualmente: “Un mafioso non è tale fino all’ultimo grado di giudizio, ma anche dopo è bene fare molta attenzione nel giudicare…”.

Lascio a voi le conclusioni e non farò il solito discorso che si sa chi è mafioso e bisogna isolarli soprattutto prima di un eventuale processo, ma una cosa la voglio dire. La chiesa in calabria è sempre stata ed è, seppur con timide eccezioni di straordinaria forza come don Panizza a Lamezia Terme (per esempio), quella che ha, almeno ai miei occhi, permesso alla ‘ndrangheta di essere socialmente accettata, riconosciuta e che ha quasi finito per dare e riconoscere autorità alle ‘ndrine calabresi mai rifiutando un matrimonio tra famiglie, incentivando il “comparaggio” con i battesimi e le cresime, mettendo insomma sigilli sopra le alleanze mafiose senza mai levare una voce unanime e forte contro la mafia in terra di calabria, vietando la comunione ai divorziati, non celebrando funerali dei suicidi ma facendo la comunione ai boss seduti la domenica in prima fila a messa.

Quella chiesa per me non vale niente, è una istituzione vuota che dove non è insignificante è peggio ancora complice del malaffare. Una chiesa che non si espone ma quasi si piega alla mafia per me non vale niente. Una chiesa che ha come suo “rappresentante” il signor Morosini è una chiesa che non parla alle persone per bene ma ad altri soggetti e quindi, sinceramente, non ha niente da dirmi.

Mi vergogno come calabrese di avere un vescovo, con un potere di influenzare le coscenze enorme come soprattutto al sud hanno gli uomini di chiesa, che fa uscite del genere.

La mia solidarietà a Peppe Baldassarro e il mio biasimo a Rosanna Scopelliti.





Le mie impressioni sul consiglio comunale di oggi

4 04 2013

Oggi ho assistito al consiglio comunale. Ho preso gli appunti, ho sentito tutto quello che hanno detto e molte dinamiche mi sono sinceramente sfuggite. Per come avevo immaginato di fare questo articolo sarebbe dovuto essere una specie di cronaca del consiglio con i virgolettati, le dichiarazioni e tutte queste cose che ai giornali locali e non (e probabilmente anche ai lettori) piacciono tanto.

Nonostante ciò preferisco agire diversamente visto che chiunque potrebbe assistere alle discussioni seguendo lo streaming su internet (anche se a dire il vero c’erano 4 persone presenti più 3 vigili, uno dei quali il comandante).

Tutte le richieste nell’ODG sono state votate favorevolmente e tutte sempre con 14 favorevoli e 4 astenuti, tranne la seconda, approvata all’unanimità.

Le discussioni sono state principalmente sul punto 2 e sul punto 5.

Il punto 2 verteva sul “soggetto di capofila nel progetto di partenariato”, una specie di consorzio (per quel poco che ho capito) tra 8 comuni costieri (Nocera-Paola) del quale Amantea sembra essere “capofila”. La discussione si è incentrata particolarmente sull’importanza del ruolo assunto dal comune, ma del reale scopo di questo progetto con anche l’erogazione di assegni di 12.000€ ad alcuni giovani se ne è parlato poco, almeno per quanto mi riguarda visto che non ho sinceramente capito di cosa si parlava. Mi ha fatto sorridere una discussione iniziata dal consigliere Morelli sul fatto che “i semafori e le telecamere photored sono un danno di immagine per Amantea e che se essi servono per regolare il traffico come mai sono spenti nei momenti di maggior traffico”. Le risposte sono state che è la prefettura che decide l’accensione dei semafori (ma si potrebbe mettere un vigile in queste situazioni, Ndr).

Il punto 3 e 4 (nel punto 3 si è detto che questi incarichi di collaborazione autonoma sono di circa 9800€) sono stati discussi molto velocemente e neanche qui ho capito molto.

Il punto 5, l’approvazione del regolamento del Campus Temesa, punto che mi interessava maggiormente vista l’intenzione di creare al suo interno uno spazio di aggregazione musicale e culturale per i tanti ragazzi che suonano ad Amantea, è stato oggetto di dibattito tra i consiglieri.

Da un lato Mazzei spiegava come fosse concorrenziale il costo della struttura rispetto a Paola, Lamezia o (nientepopodimenochè) al Rendano di Cosenza…2200€ del rendano per una serata contro i 1200/1400 di Amantea…ma diciamo che le strutture non sono proprio paragonabili.

Dall’altro lato Morelli diceva che i prezzi erano un po alti e che almeno per quest’anno bisognava abbassarli per convincere i privati a venire a fare i “saggi” o i concertini delle scuole di musica lì, proposta che il sindaco si è riservato di approvare da qui ad un anno, quando si saprà l’effettiva risposta della struttura.

Diciamo che non ho sentito molto parlare di come creare un cartellone competitivo, di come incentivare l’arrivo delle compagnie teatrali, di come fare in modo di rendere aperta 24 ore su 24 la struttura che dovrebbe essere il volano principale per la cultura amanteana e non solo, di come coinvolgere le associazioni e tante altre cose.

Ad alcune di queste mie perplessità ha risposto l’assessore Mazzei, privatamente, dicendo che se si presentano dei progetti l’amministrazione sarà ben lieta di ascoltare le proposte di comitati ed associazioni e di destinarle (non gratuitamente) a loro.

Nel complesso non sno stato molto soddisfatto ma sicuramente sarà dovuto al fatto che non ho capito molte delle cose di cui si parlava, e magari con una diretta streaming (che pare si possa avere da qui a poco) qualcun altro mi avrebbe potuto spiegare meglio i temi trattati.

Da notare, infine, l’assenza del gruppo locale del MoVimento Cinque Stelle, che dell’iniziativa “fiato sul collo” dovrebbe vivere.





Prove tecniche di streaming dal consiglio comunale fallite (per ora)

3 04 2013

Oggi pomeriggio, insieme ad Antonello Zaccaria, abbiamo preparato (io l’ho solo portata al comune) una richiesta da protocollare in comune, chiedendo la possibilità di filmare il consiglio comunale di domani 4 aprile che ha come punti dell’ODG, tra gli altri, anche l’approvazione del regolamento per il Campus Temesa, struttura che credo possa essere un volano di svolta per la cultura locale se ben utilizzato.

Visto il pochissimo preavviso con cui presentavamo la richiesta (meno di 24 ore prima del consiglio), ho ritenuto andare a parlare personalmente con il Presidente del Consiglio Comunale.

Il colloquio avuto con il Presidente, nella persona di Monica Sabatino, è stato molto cordiale e altrettanto cordialmente ci è stato negato  di filmare, anche parzialmente, il consiglio facendo riferimento all’articolo 46 del regolamento del Consiglio Comunale, che impone che solo i giornalisti iscritti all’albo possano riprendere i consigli comunali perchè si richiede una certa “garanzia” da parte di chi filma, avendo avute situazioni sgradevoli nel passato.

Condivido che il filmato del consiglio comunale non debba essere usato a livello personale, come anche specificato nel suddetto articolo del regolamento ma a dire il vero mi ha stupito il fatto che in molti si erano detti d’accordo sulla possibilità di riprendere il consiglio ma che m sia stato negato di riprendere anche nell’eventualità che, prima dello svolgimento della riunione, tutti i consiglieri ed assessori si fossero detti d’accordo alla ripresa con la giustificazione che “se si vede il video su youtube poi si vede che si è andati contro una regola”.

Ad ogni modo la Dottoressa Sabatino si è detta d’accordo nel modificare la regola, cosa necessaria ma comunque ovviabile facendo lo streaming sullo stesso sito del comune con 10€ di webcam e connessione ad internet nella sala comunale.

Domani ci troverete comunque nella sala del consiglio comunale per assistere alla discussione, e ne troverete qui un resoconto.





Le mie opinioni sull’elezione di Grasso

17 03 2013

Ho aspettato di far raffreddare gli animi per esprimere la mia opinione su quanto accaduto ieri sera al Senato della Repubblica, con l’elezione di Grasso anche grazie a 9 voti del MoVimento Cinque Stelle (parrebbe 6 siciliani, un calabrese ed un napoletano) e spero che questo post arrivi ad essere letto anche dai nostri rappresentanti in Parlamento.

Il mio animo, come quello di tanti cittadini attivi che credono e che dedicano maggior parte del loro tempo libero al MoVimento, è combattuto. Da un lato non posso che essere contento che non sia andato Schifani alla presidenza del Senato, un uomo inetto e coinvolto nelle peggiori trame di questo paese, dalla chiesa a Cosa Nostra. Nonostante ciò sono molto deluso da questi 9 voti che sono venuti dal MoVimento e in particolar modo da quel voto Calabrese, persona che avrò sicuramente avuto il piacere di conoscere e parlarci.

Capisco la delicatezza della votazione, comprendo quello che dice Molinari nel suo post su Facebook dove chiede di distinguere tra carica politica ed istituzionale, come quello che ha detto Vito Crimi su Youtube, capisco tutto e vi comprendo.

Vorrei perl farvi presente, ragazzi, che voi non siete andati lì per votare il meno peggio (perchè ad ogni modo Grasso era il meno peggio, ricordiamo cosa disse del Governo Berlusconi e ricordiamo chi lo ha messo a Reggio Calabria, ricordiamo che si è candidato col PD capolista a Roma, essendo nato e cresciuto a Palermo e avendo lavorato a Reggio Calabria), bensì per votare il meglio. Possiamo discutere se il meglio fosse Orellana (per me è possibile anche se avrei voluto vedere Nicola Morra su quella poltrona, ma solo perchè ho avuto l’onore di conoscerlo) ma sicuramente non si può discutere sul fatto che ci fosse molto di meglio a Grasso nel Senato.

Considero anche sterile la polemica sul fatto che “non c’era tanto da scegliere tra mafia ed antimafia” sempre per il discorso di prima, ovvero che Grasso non era il meglio nell’aula. Non possiamo fare la rivoluzione scegliendo lo “scarto” della casta che non può candidare se stessa, scegliendo la faccia migliore del sistema che comunque fa sempre parte del sistema che vogliamo combattere.

Sono rimasto abbastanza deluso da questi voti perchè da una forza come il MoVimento mi sarei aspettato una consultazione online, come spiega bene Alessandro Di Battista qui. Avrebbero votato in 5 o in 5 milioni, non importa, ma sarebbe stato diverso e sicuramente non avrebbe alimentato tutte queste polemiche.

Mi è piaciuta molto, invece, la risposta che ha dato Beppe alle polemiche che stavano avendo luogo su Facebook. Nessuno qui si aspetta le epurazioni o le “cacciate” dal gruppo, chi ha avuto modo di conoscere queste persone sa quanto valgono e non meritano questo, ma mi aspetto almeno un “outing” sul voto e una scusa da parte loro. La situazione è al momento archiviata e andremo avanti per la nostra strada, ma la prossima volta, vi prego, non dateci un altro colpo del genere perchè non potremmo reggerlo, consultatevi con la rete prima di prendere una decisione così sofferta perchè non potete assumervi da soli responsabilità del genere, altrimenti siamo uguali agli altri.








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