Amantea è il problema di se stessa

10 04 2010

Oggi per tutta Amantea sono comparsi alcuni manifesti, e all’uscita da scuola mi sono fermato a leggerli.

Mettendo da parte il punto in in cui si scrive che “Amantea non è un’isola felice come si pensava per come a lungo ci si è illusi, ma non è nemmeno una città di mafia nel senso più spregevole del termine”, in quanto io penso che ci sono svariati motivi per dire che purtroppo Amantea è collusa sotto vari aspetti, ho particolarmente apprezzato la parte dove viene scritto “la lotta alla ‘ndrangheta presuppone un radicale e diffuso cambio di mentalità”.

Oggi a scuola ho affrontato un discorso abbastanza interessante sul fascismo, e non ho potuto fare a meno di vedere dei paragoni con la situazione attuale del mio paese.

In Italia, purtroppo, non si è mai fatta una riflessione seria sul fascismo, come è avvenuto invece in Germania.

Ciò ha portato ad uno “sdoganamento” del fascismo, o meglio non c’è mai stata una reale presa di coscienza su ciò che è stato quel ventennio per l’Italia tutta, portando quindi a vedere gente che va alle manifestazioni del PDL con croci celtiche, a non eliminare alcune leggi create negli anni 30, come l’ordine dei giornalisti, e a mantenere nella popolazione una sorta di accondiscendenza al potere di turno, se questo gli portava convenienza, o quantomeno non gli metteva il bastone fra le ruote.

La stessa cosa penso sia avvenuta qui.

Dopo l’inchiesta Nepetia del dicembre 2007, ad gli amanteani non hanno fatto nessuna riflessione seria su quanto accaduto.

Sicuramente questo non è avvenuto perchè tutta la città è mafiosa, ma piuttosto perché forse prendere coscienza di un problema così grave sarebbe stato troppo difficile e troppo doloroso da affrontare, e quindi si preferisce continuare a credere nell’illusione che non sia successo poi niente di ché, e che comunque è meglio tenere le cose così come stanno per evitare rogne.

Questo sono convinto che sia il problema serio della mia città.

Non i collusi ma coloro che chiedono il favore.

Noi siamo il problema di Amantea, Amantea è il problema di se stessa, e quindi è veramente necessario un netto cambio di mentalità, che non deve avvenire facendo candidare alle prossime elezioni personaggi puliti, seppur necessari, ma istruendo la città all’ABC della democrazia.

Il clientelismo è la vera piaga della nostra terra, ed è da lì che si deve cominciare a lavorare.

Spero che le ultime parole scritte dai consiglieri comunali nel manifesto che allego qui sotto, servano davvero come monito, prima per la cittadinanza, e poi per loro stessi.

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2 responses

10 04 2010
Mayhem

Caro Aldo, seppure cosi giovane hai capito tutto.Il problema di Amantea è il lavoro: non c’è, il poco che c’è è precario e chi te lo da ti chiede il voto, una melma disgustosa.
Il problema è solo questo.Il clientelismo è figlio del bisogno, e chi sfrutta il bisogno è un mascalzone.
Solo che in questa melma tutti ci azzuppano il pane, e nessuno è fuori.Doveva accadere Nepetia per fare uscire quello che TUTTI sapevano, della gestione del Porto, della gente che faceva e fa un sacco di soldi non puliti?No.
Amantea ha smesso di guardare avanti da un pezzo.
Amantea RIP:

11 04 2010
darkfender

Purtroppo è vero che Amantea ha smesso di guardare avanti.
In quesi ultimi giorni sto perdendo la voglia di illudermi che qualcosa possa cambiare.
Non vedo una virgola diversa da prima.

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