Un piccolo riassunto a cura di Emiliano Morrone. E’ alla gente come lui che dobbiamo dare la nostra vicinanza

5 04 2010

Con una nota su facebook, Emiliano Morrone ha riassunto cosa successe ad Amantea, ed i motivi per lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose.

Stanno cercando di screditare questo ragazzo in tutti i modi, per il semplice fatto che parla senza peli sulla lingua.

Il suo è vero coraggio, e tutti noi dobbiamo stargli il più vicino possibile.

Con recente pronuncia, il Consiglio di Stato ha annullato lo scioglimento del Comune di Amantea (Cosenza) per infiltrazioni mafiose. La notizia è sui giornali calabresi di oggi.
A prescindere, riporto alcuni passaggi dell’inchiesta “Nepetia”, della D.D.A. di Catanzaro, affinché, pur nella delicatezza della situazione, non ci siano sbrigative assoluzioni morali, purtroppo già in corso, in ordine a politici coinvolti. Resta ferma la presunzione d’innocenza sino all’ultimo grado di giudizio. Ma leggete, per favore.

Emiliano Morrone

Dal Procedimento Penale nr. 527/06 R.G.N.R. mod. 21 – D.D.A.

IL RAPPORTO DI SIGNORELLI TOMMASO E LA RUPA FRANCO CON LA COSCA MAFIOSA

per procurare voti:

in occasione delle consultazioni Comunali del 2004 (707 voti) al candidato al Consiglio Comunale SIGNORELLI Tommaso ed al candidato a Sindaco, LA RUPA Franco;

in occasione delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria di Aprile del 2005, al candidato LA RUPA Franco;

in occasione delle consultazioni comunali del 2006 (897 voti) al candidato al Consiglio Comunale SIGNORELLI Tommaso, anche terrorizzando ed influenzando la popolazione di Amantea con vari atti intimitadori a colpi di arma da fuoco.

L’organizzazione mafiosa ha mantenuto stretti legami con il clan SERPA di Paola per la consumazione delle estorsioni e con l’influente Clan MUTO di Cetraro dal cui capo MUTO Franco ha ottenuto l’appoggio necessario a rafforzare la cosca per penetrare in modo occulto nell’Appennino Paolano s.p.a., incrementando il proprio ruolo nel servizio di raccolta e di trasporto dei rifiuti in molti Comuni della Calabria, nonchè ha mantenuto rapporti continui con le organizzazioni mafiose di Cassano (Cs) ( Clan Forastefano) e consentine (Clan Lanzino-Cicero); a queste ultime ha versato periodicamente quota dei proventi delle estorsioni effettuate nel suo territorio d’influenza (che abbraccia i comuni di Amantea, compresa la frazione di Campora San Giovanni, Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro, Serra d’Aiello e Cleto).
La stessa ha mantenuto, inoltre, stretti rapporti di collegamento con il clan MANCUSO di Vibo Valentia e con la criminalità organizzata Lametina, mentre ha tenuto rapporti di ostilità e di rivalità con il clan CALVANO di San Lucido nei confronti del quale il sodalizio ha programmato l’omicidio del capo, Calvano Romeo.
Il capo del clan, GENTILE Tommaso, ha partecipato a vari summit tra i “capi società” dei gruppi mafiosi della provincia di Cosenza a casa di MARCHIO Vittorio e, successivamente, a casa dei CHIRILLO a Paterno Calabro.
Il sodalizio ha avuto i suoi infiltrati e concorrenti esterni nelle Forze dell’Ordine ed Istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie nelle persone di:

LA RUPA Franco, Sindaco di Amantea e, dall’aprile 2005, Consigliere Regionale della Calabria (alla fine del 2005 il rapporto del clan col La Rupa si è incrinato),

SIGNORELLI Tommaso Consigliere ed Assessore al Comune di Amantea;

MENDICINO Armando sovrintendente dell’Arma dei Carabinieri di Aiello Calabro;

DE LUCA Domenico, graduato della Guardia di Finanza di Catanzaro addetto alla Banca Dati Sidna della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro;

SCHETTINI Concetta, responsabile dell’Ufficio Tecnico LL.PP. del Comune di Amantea, oltre a compiere vari atti illegittimi in favore del sodalizio di GENTILE, ha richiesto al clan favori personali (quali l’esecuzione di pesanti minacce, con metodo mafioso, ai danni dell’ex genero della Schettini, Mazzotta Angelo, affinché questi rinunciasse al legittimo possesso di una villa a Belmonte di proprietà della famiglia Schettini);

GABRIELE Eugenio, impiegato civile nell’Ufficio della Delegazione Marittima di Amantea (che ha dirette competenze di vigilanza amministrativa sul Porto di Amantea e che costituisce una struttura della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia) ha preso parte alla cosca mafiosa del Gentile, al cui interno ha operato attivamente per il perseguimento dell’intero programma delittuoso dell’organizzazione.

COSCARELLA Gianluca, Ufficiale della Marina Militare, presso la Guardia Costiera del Porto di Gioia Tauro con il grado di Guardiamarina ha dato un continuo contributo operativo alla cosca mafiosa, accompagnando per le vie di Amantea il latitante Amoroso Giovanni, al quale ha procurato l’abitazione di via Garibaldi ad Amantea ed ha mantenuto i contatti tra il Besaldo Pasqualino e lo stesso Amoroso.

Inoltre il Clan AFRICANO-GENTILE è riuscito ad ottenere da importanti organi locali di stampa la pubblicazione di numerosi articoli in favore di Tommaso GENTILE, al fine di influenzare la cittadinanza sul “prestigio ed onore personale” del Gentile nella città di Amantea.

Il rapporto stretto di amicizia tra LA RUPA e GENTILE TOMMASO emerge nell’ambito della conversazione ambientale nr. 32137 del 03.10.2006, intercettata alle ore 09:58 (Rit. 185/06 – allegato 137), all’interno del casotto sito nel Porto di Amantea, i cui interlocutori sono stati identificati in GENTILE Tommaso, DI LAURO Roberto, GREGORIO Pisano e PATI Marcello.

Nel corso di detta conversazione GENTILE Tommaso racconta ai suoi interlocutori come si è realizzato il progetto di acquisto della Motonave BENEDETTA II, specificando di aver personalmente proposto al suo “intimo amico”, LA RUPA Franco (indicandolo come “ex sindaco”, prossimo candidato alle Elezioni Regionali), di entrare in società con lui per la realizzazione dell’investimento suddetto: “E’ nato: l’ex sindaco, che era intimo amico mio, era… fraterno amico mio, sapendo che si doveva presentare alla Regione, gli faccio la proposta, vado a casa …(inc.)… il mio sogno è stato sempre questo, entrare in una società di una motonave che è una cosa molto importante, poi lo faccio perché sono appresso a te …(inc.)… abbiamo trovato un prestanome che sarebbe Venturino di Milano [Sposaro Venturino, ndr] hai inguaiato pure a lui […] “

Altro importante aspetto, che emerge dal sopra riportato stralcio di conversazione, è il tipico accordo di scambio elettorale politico-mafioso che era stato stipulato tra GENTILE Tommaso e LA RUPA Franco, ovvero la promessa di GENTILE Tommaso di adoperarsi personalmente per procurare voti per la campagna elettorale Regionale, in favore di LA RUPA appunto, in cambio dell’elargizione da parte di quest’ultimo di una ingente somma di denaro da destinare nell’operazione di acquisto della motonave, presumibilmente con il patto contrario che se non avesse vinto le elezioni (e solo in questo caso), non avrebbe dovuto corrispondere alcuna somma di denaro: “[…] È nata che lui, non andava alla regione e non cacciava una lira […]”.

Il programma criminoso ordito dal GENTILE per procurare voti a Franco La Rupa in occasione delle consultazioni elettorali regionali del 2005, in cambio di un intervento del politico, per il tramite di un suo prestanome, nella costituzione della società NEPETIA S.r.l. armatrice della BENEDETTA II, era già stato, per altro, chiaramente manifestato dal capo Clan nel sopra citato stralcio della conversazioione ambientale nr. 32137 (citato allegato nr. 137) allorquando il GENTILE stesso spiega ai suoi interlocutori la genesi del progetto di acquisto della motonave: “[ …] E’ nato: l’ex sindaco, che era intimo amico mio, era… fraterno amico mio, sapendo che si doveva presentare alla Regione, gli faccio la proposta, vado a casa …(inc.)… il mio sogno è stato sempre questo, entrare in una società di una motonave che è una cosa molto importante, poi lo faccio perché sono appresso a te …(inc.)… abbiamo trovato un prestanome che sarebbe Venturino di Milano [Sposaro Venturino, ndr] hai inguaiato pure a lui […]”.

Il citato patto delittuoso concluso tra Tommaso GENTILE e Franco LA RUPA si è realizzato quasi totalmente.

Riguardo invece ai rapporti tra la cosca mafiosa e SIGNORELLI Tommaso risulta quanto segue:
in data 17.03.2007 è stata intercettata una conversazione avvenuta dalle ore 13:09 e le 13:40 circa tra GENTILE Tommaso e SIGNORELLI Tommaso, intercettata all’interno del casotto nel Porto di Amantea in esecuzione del Rit.906/06 tra i progressivi 7132 e 7133 (allegato 59 all’informativa GdF) dalla quale emerge che il politico si reca dal capo clan per parlargli in modo riservatissimo di problemi in corso con gli altri elementi del sodalizio.
La presenza nel porto di SIGNORELLI è altresì documentata attraverso le riprese video effettuate in esecuzione del Provvedimento datato 27.03.2006 emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – D.D.A. – a firma del S. Procuratore della Repubblica Dr. Raffaela Sforza, che cristallizzano l’ingresso e l’uscita dell’autovettura Mercedes ML targata BK184KS in uso allo stesso SIGNORELLI Tommaso (vgs relazione di servizio allegato 60 all’informativa GdF).

Emerge che SIGNORELLI Tommaso sta subendo notevoli pressioni dai fratelli AFRICANO Guido e Massimo relative alla “sistemazione” di un soggetto non identificato, all’interno del Comune di Amantea. Non riuscendo a soddisfare le richieste dei due pezzi grossi dell’organizzazione criminale, l’Assessore chiede l’aiuto del capo clan.
GENTILE Tommaso tranquillizza SIGNORELLI Tommaso dicendosi seccato del comportamento dei due, visto che ci sono problemi più gravi essendo braccato dalle forze di Polizia anche per la questione del Porto (Rit.906/06 progg. 7132 e 7133 del 17.03.2007).

Per la soluzione pratica del problema, GENTILE Tommaso chiama telefonicamente GUIDO Giacomino (Gianni), (Rit. 134/06, Prog. 15748 ore 13:17 – allegato 61 all’inform. GdF), al quale, per non parlare col mezzo telefonico dell’argomento sensibile, chiede di recarsi da lui al porto per pranzare. Ottenuta la risposta negativa, sempre mantenendosi sul vago, gli dice che un amico deve parlargli, raggiungendo quindi l’accordo di farlo raggiungere da SIGNORELLI Tommaso alle 14:00 a casa sua.

E’ evidente la cripticità utilizzata da GENTILE nella telefonata suddetta, in cui ha evitato di nominare “l’amico”, di esternare il motivo dell’incontro e, soprattutto, non ha voluto che GUIDO Giacomino si recasse presso il porto per incontrarlo.

L’aiuto nella campagna elettorale nelle elezioni per il Consiglio Regionale, che il clan ha dato a LA RUPA Franco attraverso il suo uomo SIGNORELLI Tommaso emerge dalla conversazione ambientale nr. 556, intercettata in data 22.04.2006 alle ore 14:44 (Rit. 185/06 – allegato 85 all’informativa GdF) all’interno del casotto sito nel porto di Amantea tra GENTILE Tommaso ed il giornalista PASTORE Ernesto.

PASTORE Ernesto afferma quindi che LA RUPA Franco ne era consapevole tanto da ringraziare pubblicamente SIGNORELLI Tommaso durante una conferenza stampa tenuta a Catanzaro subito dopo le elezioni: “Ma lui questo lo ha detto in una conferenza eh! Questo, ti devo essere sincero, è stata l’unica persona che ha ringraziato è stato a Tommaso Signorelli. Pubblicamente lo ha fatto. Non è stato riportato dai giornali ma lo ha fatto. Subito dopo l’elezione a Consigliere Regionale ha fatto un incontro con la stampa a Catanzaro, l’unica persona di Amantea che ha ringraziato a livello di appoggio per voti, è stato Tommaso Signorelli. Questo è agli atti, cioè, tra virgolette, è un dato di fatto insomma. Ti posso garantire che c’è agli atti.”

Nella conversazione ambientale registrata all’interno del casotto sito nel porto in data 09.06.2006 nr. 9501 – R.i.t. 185/06 (allegato nr. 110 all’informativa della GdF) GENTILE Tommaso racconta all’imprenditore Carlo Samà i motivi del litigio avvenuto con Franco La Rupa, rivelando che quest’ultimo ha sbagliato nei suoi confronti “per il fatto di Tommaso SIGNORELLI” alludendo alla campagna diffamatoria condotta da LA RUPA nei confronti di SIGNORELLI Tommaso che ha portato quest’ultimo, a fine Maggio del 2006, a rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore. Ciò avveniva poco tempo prima che LA RUPA Franco si dimettesse dalla carica di Sindaco di Amantea, optando per quella più prestigiosa di Consigliere Regionale.

Più in particolare dal contenuto della conversazione nr. 9501, emerge, secondo quanto racconta GENTILE, che LA RUPA Franco, in seguito alla diffusione della notizia di problemi giudiziari in capo a SIGNORELLI Tommaso, aveva raccolto le firme degli altri consiglieri comunali, affinché fosse proposta la sfiducia del SIGNORELLI: “[…] ci sono certi problemi avvisi i garanzia in corso, cose perché lui era andato a chiedere le firme i tutti quanti del, nel consiglio per sfiduciare che Tommaso Signorelli ha un avviso di garanzia in corso poi dopo a lui gli è arrivato, […]”.

Dalla stessa intercettazione ambientale emerge che GENTILE Tommaso viene a sapere dai fratelli AFRICANO Massimo e Guido e da GUIDO Giacomino (Gianni), che LA RUPA Franco aveva assunto un comportamento scorretto a danno di SIGNORELLI Tommaso, vantandosi tra l’altro di essere riuscito a farlo fuori politicamente (io ormai me lo sono giocato).

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2 01 2011
2010 in review « …Anyway the wind blows…

[…] Un piccolo riassunto a cura di Emiliano Morrone. E’ alla gente come lui che dobbiamo dare la n… April 2010 […]

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