Ma Luca ha mai detto di essere malato?

24 02 2009

Si sono fatte tante di quelle polemiche sulla canzone di Povia nella rete, che sembra quasi che l’emendamento D’Alia sia uno scherzo di carnevale.

Proprio ora stavo finendo di leggere una lettera, scritta da Livia, indirizzata a “Luca (quello che era Gay)” (?!), dove gli si fa quasi la colpa, nella parte finale, di causare tante difficoltà ai Gay, i quali genitori diranno “vedi? quello ce l’ha fatta a “guarire” “.

Non mi sembrano per niente delle polemiche costruttive, anzi, secondo me risultano essere solamente bigotte e senza senso.

Se guardiamo i fatti, si sta facendo polemica su una canzone!

La canzone, la musica, ovvero forma d’arte, non deve essere condizionata da agenti esterni, altrimenti diventa solo uno strumento che può essere usato a piacimento da chiunque.

Facendo di queste polemiche, si ammazza il vero senso e significato più profondo della musica in generale, soprattutto se, come in questo caso, si pongono dei paletti.

E poi, siamo realisti, nel testo della canzone non c’è proprio niente di strano, tantomeno frasi che incitano alla “guarigione”, anzi, Povia ha solo raccontato una storia, di quelle che se ne sentono ogni giorno, ma che in pochi raccontano, sicuramente perchè è più facile che raccontare la solita storiella d’amore neomelodica (sto cavolo di Da Vinci era l’alter-ego di Gigi D’Alessio! ).

Ho guardato San Remo per gli Afterhours, a cui è stato dato il premio della critica, ma comunque devo dire che a parte alcune canzoni, lo spettacolo in se n on è stato fatto male, e criticando così tanto una canzone se ne rovina l’immagine solamente.

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7 responses

24 02 2009
Livia Iacolare

Massimo rispetto per le tue opinioni. Le mie erano solo considerazioni di una persona che, per esperienza diretta, sa quanto peso possano avere certi messaggi sulla mente di tanti ragazzi gay e ragazze lesbiche che ancora vivono con ansia e paura la loro natura. Non tutte le persone omosessuali sono forti, orgogliose e sicure di sé: spesso sono fragili e basta poco a farle sentire in colpa. In più spesso devono nascondersi. Credimi: non è solo una canzone. E spero che la si dimentichi presto, come di solito accade con le canzoni di merda che cantano a Sanremo. Un abbraccio.

24 02 2009
darkfender

Mi dispiace che ci siano queste situazioni, indubbiamente, e capisco che parli per esperienza diretta, però continuo a credere che colpevolizzare così fortemente, e anche violentemente il testo di una canzone, mi sembra eccessivo.

24 02 2009
Quaest-io

Perché, quella di Povia era una canzone?

24 02 2009
Xio

Ciao,
per quello che può contare la mia idea io concordo con Darkfender in toto, ma sembrà strano reputo il punto di vista di Livia razionale e corretto.

La domanda infatti è perchè la stragrande maggioranza dei detrattori e del mondo gay invece si è lanciato su argomenti di ben altro spessore tipo: Povia non è una artista, quella canzone non è una canzone, Povia ha rubato i soldi per il Darfur (falso!!!), Povia non ha letto freud (senza citare un mino riferimento su cui ragionare con correttezza)… e così via.

Ho tanti amici Omosessuali che spesso ammiro ed apprezzo molto di più degli etero, penso però che in giro si sia sentitp solo l’eco di quelli omosessuali (notare la maiuscola).

ciauz

25 02 2009
darkfender

Si infatti Xio…
si è andati oltre, si è parlato di tutt’altro…mah.
La canzone piò piacere e non piacere (vero Quaest-io?), ma sicuramente è e deve rimanere una canzone, non come Striscia che ieri si era messa addirittura ad ipotizzare la vicinanza di Povia ad una setta, che diceva di aver “guarito” un omosessuale, che per di più si chiamava Luca.

E’ una storia che alla fine non è neanche impossibile da vedere, vorrei che si capisse questo.

25 02 2009
Quaest-io

La canzone può piacere o non piacere, Darkfender, com’è giusto che sia. Ricordati però che la musica, oltre ad essere arte, è anche un mezzo di comunicazione. Il testo della canzone di Povia (lascio perdere i commenti alla musica che è abbastanza orecchiabile) è un miscuglio insulso di luoghi comuni (il gay divenuto tale per via di un trauma familiare) e frasi ipocrite messe al punto giusto (“nessuna malattia, nessuna guarigione” quando il senso della canzone lascia presupporre tutt’altro). Un misto di ambiguità e doppi sensi lasciati lì per destare scalpore, tutto questo ha solo una parola per esser descritto: strumentalizzazione. E non sono le critiche alla canzone, ovvia conseguenza, ad uccidere la musica, è la canzone stessa a ferire mortalmente l’arte, se per arte vogliamo definire un qualcosa creato senza doppio fine alcuno. Che poi si poteva risolvere il tutto dicendo “Luca è bisex” come ha detto la Littizzetto, e prima ancora Antonello Venditti, a Che Tempo Che Fa: ma in Italia, si sa, preferiamo discutere su cose inutili mentre un certo palazzinaro ci sta aggiustando ben bene il futuro.

25 02 2009
darkfender

non vedo nè il luogo comune, nè la strumentalizzazione fatta dalla canzone.
Non vorrei paragonare minimamente povia al vecchio freddie, però mi ricorda tanto lo scalpore che fece in inghilterra I Want To break Free, quando il resto del mondo non conoscendo la soap non disse niente…

Much Ado About Nothing disse Sheakespare

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