L’anno prossimo il festival lo conduce lui!!

3 03 2008

L’unica cosa di cui mi sento di parlare about questo sanremo:

Dolore! Ma sarà vero, come dicono, che quando appare un cantante in televisione la gente cambia canale? L’avevo già sentita questa storia e non ci volevo credere. Sarà che a me la musica piace, anche quella così così, anche quella brutta. C’è sempre qualcosa da imparare e forse più dalle robe orribili che da quelle meravigliose. Sanremino mio, anche a te succede la stessa cosa? Ti sei stufato delle canzonette? Pensaci un attimo prima di rispondere e non tener troppo conto di quelle di quest’anno che, mi sembra, siano su uno standard medio. Non mi sembra di aver riconosciuto il pezzo veramente forte che salva baracca e burattini. Guarda, piuttosto, le facce dei cantanti. Siamo una razza strana. Ci emozioniamo per delle cose che vengono sbeffeggiate, ridicolizzate e, quando va bene, sopportate con un sorrisino da chi dice di intendersene. Siamo gente splendida, siamo degli utopisti, inseguiamo una chimera. Siamo gente limpida. La musica ci insegna tutto: il rispetto, l’amore. Siamo gente che resiste anche quando il pubblico magari se ne è già andato e noi non abbiamo più un soldo e non abbiamo la possibilità di fare altro perché non sappiamo fare altro. Siamo belli anche quando, come alcuni visti sul tuo palcoscenico, si mortificano al punto che sembra che vestano Caritas. A proposito, vogliamo dirlo un bel chissenefrega del cambio di «mise» delle due, pur bellissime e bravissime, ragazze del festival? Tutti fermi, si apre lentamente la porticina e scende un vestitone di cui non importa niente a nessuno. Neanche alle «fashion victim». Meglio le caricate mescolanze della «fata buona del sud» che ha passato tutto il tempo chiusa in camera con pezze, pizzi, cuscini, nastrini e fiori di stoffa ad agucchiare. Lei sì che sa come vestire una star. Il vestito al servizio dell’anima e non il contrario. Va be’, che dire, Sanremino mio, chi mi è piaciuto e chi non mi è piaciuto? No, lo troverei inopportuno e impertinente. Mi sono piaciuti tutti, qualcuno un po’ di più, ma te lo dico quando siamo soli. Una eccezione, però, la faccio. Elio. E le storie tese, naturalmente. I pezzi adattati come «omaggio» ai vari cantanti erano spettacolosi. Vedi, Remino, l’intelligenza si manifesta quando uno meno se lo aspetta. Persino in una canzone. E poi sì, ridono e scherzano, ma intanto suonano da paura. Grandi. Elio, poi, come padrone di casa, sarcastico al punto giusto, direi con benevolenza. Una acutissima velocità di reazione che si vede poco in giro. Insomma, ripeto: grande, grande, grazie!
Mina a La Stampa

P.S. Post n° 100…continuate a votare!!! Il blog è 500/550 su 29000 blog!!!

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