Oggi, appena tornato da Pisa dopo un piccolo viaggio in aereo con il rischio di atterrare a Reggio Calabria per problemi metereologici, arrivo ad Amantea e ad accogliermi trovo un semaforo tranciato.
Come ogni anno, il primo maltempo di settembre ha fatto di Amantea la sua vittima preferita, non per la sua violenza, ma per l’inadeguatezza del paese di fronte alla pioggia ed al vento.
Quai profetici su Facebook, avendo visto le previsioni del tempo, in molti avevano invocato la pulizia dei tombini.
Ad Amantea infatti, ogni anno, avviene qualcosa di strano, quasi mistico…
Con l’arrivo della bella stagione, per evitare che il mare venga invaso dalla fogna nostrana, che scarica per l’appunto in acqua, tutto l’apparato fognario di scarico viene chiuso.
Poco male direte voi, in attesa dei lavori per evitare questo schifo, in tutti i sensi, il 31 agosto si riaprono gli scarichi.
E invece no, si aspetta sempre che arrivi la pioggia a ricordarci che l’acqua da qualche parte deve andare.
Ecco quindi che al mio arrivo, trovo via baldacchini appena svuotata dopo aver fatto da letto di un fiume di 1 metro d’altezza, ed i pompieri nei miei garage che hanno dovuto montare le idrovore per pompare via l’acqua.
Naturalmente, tutto viene collegato a danni ad oggetti, auto, dispositivi vari, ecc..
La parte migliore però, era il funzionario del comune che consigliava a noi di montare una pompa elettrica per evitare di far venire i pompieri ogni volta.
Perchè mi pare ovvio che ogni volta che piova i pompieri siano lì ad aspettare di essere chiamati.
I tempi ed i mezzi per evitare queste situazioni ai primordi della stagione invernale ci sono stati, di solito quando uno non riesce a fare il proprio lavoro, se ne va a casa.





