Le mie opinioni sull’estate Amanteana

26 08 2010

Ormai ad estate finita si può fare un seppur generale bilancio dell’estate amanteana.

Se andate a leggere i giornali troverete titoli del tipo “Arpacal: mare pulito”, oppure su siti locali articoli tipo questo.

Personalmente tutto ciò mi fa ridere, sia per la spiaggia che è stata veramente sporca (e questo è colpa dei bagnanti), e per il mare che rare volte è stato visibilmente pulito, anche se meglio degli altri anni.

La cosa peggiore, però, è che i giornali ed i siti web, per evidenti motivi commerciali e di immagine, si ostinano a fermarsi all’alga che galleggia o meno, o tutt’al più ai rifiuti fognari che vengono scaricati direttamente a mare.

Il vero problema del nostro mare è l’evidente inquinamento chimico e radioattivo, dovuto ai decenni di scaricamenti illegali, Jolly Rosso in primis, dei quali abbiamo parlato abbastanza, ma del quale evidentemente poco si interessano i media locali, perchè si sa che per i soldi si può passare sopra la salute pubblica.

Tutti i mezzi di informazione si sono prodigati nel dire che l’estate di quest’anno è stata un successo, quando in realtà in molti se ne sono andati prima del tempo per la reale noia che imperversava sul Lungomare o per Via Margherita.

Il programma estivo non è stato eccelso, ma comunque c’è stato qualche spettacolo Jazz (per chi lo ama), Lello Arena con uno spettacolo teatrale, Carmine Abate per la lettura e qualche gruppo di musica Folk che non fa mai male.

Dopo anni di Natale in India, a New York , a Miami ecc.. l’Arena Sicoli di Amantea ha chiuso, tenendoci quindi senza un cinema.

Spettacoli musicali se ne sono visti pochissimi, e i quasi 40.000 euro dati a Nek hanno esaltato molti, come evidenziato sempre su Amanteaonline, dove si consiglia alla giunta comunale, addirittura, di ingaggaiare per il prossimo anno altri Nek e meno “teatranti e suonatori jazz”.

Quella che è la cultura, insomma, ce la possiamo risparmiare perchè ad Amantea non serve.

In effetti i 1000 partecipanti allo spettacolo di Lello Arena non erano paragonabili agli “spettacoli” dei vari lidi con i tronisti di uomini e donne, quindi per il prossimo anno basta libri e teatro e musica, portiamo uomini e donne, nek e magari anche Albano che a mia nonna piace.

In un periodo così difficile non solo per Amantea, ma per la nostra terra in generale, dove la cultura che è la vera arma che può avere un popolo per combattere i suoi problemi, come diceva Paolo Borsellino, essa viene ritenuta superflua.

Sono questi i momenti in cui non rimpiango di andarmene via.





Nuova sede IDV ad Amantea, idee ed opinioni

22 08 2010

Ieri ad Amantea è stata organizzata una “tavola rotonda” per discutere di buona amministrazione, alla quale hanno partecipato Luigi De Magistris, Mimmo Talarico, Franco Tonnara e Carlo Diana, che ha aperto la sede IDV del paese.

L’evento si è svolto in piazza, dove hanno partecipato in tanti (384 secondo Talarico che sembra averci contati :)   )

Al di là della gente che c’era, comunque numerosa, penso sia giusto fare un’analisi il più oggettiva possibile su quello che è stato organizzato ieri ad Amantea, positivo già di suo visto il tema del dibattito e visto il contesto in cui si è svolto.

Gli interventi sono stati tutti molto coerenti e costruttivi, e rivedere i ragazzi di IDV soprattutto della zona di Cosenza che avevo già avuto modo di conoscere sul pullman per Cinisi è stato un vero piacere ed una gioia per avere la conferma di avere comunque persone per bene e motivate che “militano” in questo partito (non abbiate paura, non ho la tessera IDV quindi è vero ;)  ).

Per quanto riguarda gli interventi dei protagonisti, non posso parlare di quello del sindaco di Amantea, che mi sono perso.

Gli altri, invece, mi sono piaciuti particolarmente, special modo quello di Diana.

Quello di De Magistris, seppure provo per l’ex magistrato un fortissimo rispetto e quasi soggezione per quello che ha fatto e che sta facendo, mi è sembrato molto incentrato a livello nazionale.

Interessantissimo e bello anche da sentire, ma che faceva riferimenti alla politica nazionale, ai bavagli di regime e alle finte informazioni, forse già con l’ottica di una primaria di coalizione a breve termine, anche se lui, alla mia domanda: “non era più giusto parlare maggiormente dei problemi di Amantea?” lui ha risposto che c’era poco tempo disponibile visto che doveva andare a Praia a Mare.

Sarebbe bello, insomma, che si parlasse anche dei problemi del paese in cui si interviene, ed Amantea riguardo ciò non è certo carente.

De Magistris rimane comunque quello che continua a “farla fuori dal vaso” e a cercare di portare avanti le sue idee e le sue persone, e fin’ora non ha ancora sbagliato.

Quello di Talarico è stato forse un po più particolareggiato, che anche se non ha fatto nomi ha fatto capire di cosa parlava.

Naturalmente si spera che la nuova sede IDV di Amantea proponga nuove iniziative come queste, magari anche in periodi di “calma” e che si incentrino maggiormente alla politica cittadina, soprattutto nell’ottica della creazione di un’alternativa alle prossime elezioni comunali cominciando a lavorare, soprattutto sui giovani, fin da ora.

Per avere una buona amministrazione bisogna prima partire a pulire quella locale, e poi forse si può sperare di avere un buon governo nazionale.





Se ne è andata l’unica voce che poteva dire ancora qualcosa sugli intrighi italiani, non mi mancherà

18 08 2010

Mentre vengono pubblicate tutte le lettere che Cossiga ha spedito alle più alte cariche dello stato, tranne quella al presidente del consiglio (motivo che sinceramente non capisco visto che tutte le lettere sono datate 18 settembre 2007, quando solo Napolitano era in carica), in molti si stanno apprestando ad erigere Cossiga a santo protettore della patria, compreso Luca Telese sul Fatto Quotidiano, presenza, quella del giornalista, che già prima dava fastidio a molti e che con l’articolo di oggi fa aumentare la voglia di vederlo fuori dall’unico giornale serio che c’è in Italia oggi.

Tenendo fermo il principio di non gettare fango sui morti, non credo che sia giusto portare tutti questi onori all’ex Presidente della Repubblica fino a poco prima delle stragi di Palermo, ministro dell’interno di più governi Andreotti e fautore della teoria dell’unica pista brigatista dell’assassinio Moro, sulla quale ancora oggi si sa poco, ma che di certo, andando a leggere un po di libri di storia si capisce che poteva essere benissimo una strategia orchestrata dal Palazzo.

Moro, uomo già avanti con le idee, e l’unico che insieme a Berlinguer aveva capito il periodo buio che stava attraversando l’Italia andandosi addirittura ad alleare con il PCI per creare un governo unito e dare un segnale al paese, e Cossiga, democristiano come Moro, ma in mano alla CIA e  sovrintendente di Gladio, non potevano avere vita lunga assieme.

Soprattutto non poteva negare l’esistenza di altri coinvolgimenti nel caso Moro, come scrive bene Ceriotti sul Fatto Quotidiano, e non poteva negare l’esistenza di una trattativa tra Stato e mafia come aveva dichiarato in una intervista mandata in onda dal TG1

La figura controversa di un uomo che sapeva quasi tutto, sia per la partecipazione con i servizi segreti, sia per gli incarichi istituzionali ricevuti, non poteva non parlare. Come scrive bene Nando, il figlio del generale Dalla Chiesa sempre sul fatto quotidiano( non me ne voglia se ho usato un titolo simile al suo), Cossiga non ci mancherà, che riposi in pace e che nessuno faccia a lui i torti che lui fece alla Repubblica.

Di personaggi come lui che hanno fatto (più nel male che nel bene) la storia d’Italia, dal dopo guerra ad Ustica a via D’Amelio, ormai sono rimasti solo Andreotti e Berlusconi, e se su Cossiga avevamo almeno qualche dubbio di avere almeno qualche informazione sugli intrighi del nostro paese, con loro due francamente non ho più neanche questa speranza.





Il ritorno

12 08 2010

Finalmente dopo oltre 2 mesi di silenzio torno volentieri a scrivere sul blog, che, credetemi, non ho mai lasciato.

E’ un periodo strano questo qui, dove ho praticamente tempo per suonare qualcosa e per ripassare qualche nozione in vi sta dei test per ingegneria elettrica a Pisa.

Esatto, non rimarrò ad Amantea, nè in Calabria.

Non sono un’ipocrita, continuo a pensare che se tutte le persone che quantomeno hanno un briciolo di coscienza collettiva o comunque che hanno un pensiero proprio ed indipendente lasciano questa regione bella e maledetta, qui non rimarranno altro che sfiduciati, scontenti e rassegnati, oltre a quella brutta e famosa “zona grigia” che distingue il male dal bene, ma dal quale non se ne separa se non trova un tornaconto a proprio vantaggio personale.

Eppure, dopo tante parole, dopo aver fatto tanti discorsi per incoraggiare gli altri a non lasciare la nostra terra, e anche dopo che quel famoso discorso di Rosanna Scopelliti fatto a Paola 2 anni fa mi aveva illuminato, ( “se ce ne andiamo tutti qui chi ci rimane? [cit.] ) lascierò Amantea, Cosenza e la Calabria per trasferirmi in quel di Pisa.

Ingegneria elettrica non è presente all’ Unical, e a 19 anni non mi va di accontentarmi per restare a casa.

La paura nel non sapere cosa ci si troverà davanti è fortissima, ma anche l’entusiasmo di entrare a contatto con gente nuova, e forse più aperta e diversa di quella che ho trovato qui.

Tuttavia sono sicuro che mi mancherà tutto di qui, soprattutto avendo il dubbio sul possibile ritorno definitivo, che dubito avverrà mai.

Amantea e la Calabria sono la mia terra e continuerò ad amarla così come ho fatto fin’ora, dimostrando questo sentimento con tutti i mezzi a mia disposizione, e se un giorno potrò tornare e fare qualcosa di buono per la mia terra e la mia gente sarò una persona felice.

Scusate ma era d’obbligo una precisazione su quanto sta accadendo nella mia vita.

Prometto di continuare a scrivere, magari non sempre su Amantea, della quale parlerò appena ne avrò l’occasione ma sempre, solo e comunque informandomi di persona su ciò che vedo.

Se farò qualche articolo sul paese della torre pendente, non me ne vogliate.   :)








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