Brunori SAS a Paola

25 04 2010

Ieri sono andato al concerto di un certo gruppetto chiamato “Brunori SAS”, a Paola.

La scoperta di questi ragazzi è avvenuta per caso, come sempre, su Last.fm, poi il MySpace, poi YouTube e poi tutto il resto.

Cavolo sti ragazzi mi son piaciuti proprio, e non solo perchè sono di Guardia Piemontese, e raccontano una Calabria bella, a volte malinconica, ma perchè se li ascolto riesco proprio ad identificarmi in certe canzoni.

Sembrano già scritte, già sentite, ma poi ti accorgi che sotto sotto non è così, e ti emozioni per davvero.

Sentiteveli, io il cd l’ho comprato e me lo sono fatto anche autografare ;)

Grazie a Daniele che basta dire “oggi c’è il concerto di…” e siamo già nella 500 ;)





Amantea su EXIT

24 04 2010

Ieri su Exit, LA 7, si è parlato di Calabria, di mafia e di come quest’ultima influenzi le elezioni, giocando soprattutto con la sanità.

Il programma fa vedere come l’apparente “operazione pulizia” di Scopelliti sia una bufala…e di Amantea, che, pensate, è addirittura il primo paese di cui parla la trasmissione.

Guardate quindi la puntata (Amantea è al minuto 7 circa), e guardate come certe figure siano tra la popolazione del paese praticamente degli eroi.

Guardate e tremate





Parlare dona dignità

17 04 2010

Questa settimana non ho potuto scrivere per vari impegni scolastici, e perchè ho preferito rilassarmi e riprendere in mano la chitarra, che riesce sempre ad essere una vera amica, l’unica che riesce a capire perfettamente cosa penso.

Anche se è così alcuni hanno pensato che non stessi scrivendo più perchè seguivo i consigli di quelli che mi dicono “ia finiscila mò cò sto blog, che non serve a niente e crea solo problemi”.

Non intendo seguire questo consiglio innanzitutto perchè grazie a Dio non faccio il giornalista di mestiere, e qui posso essere veramente libero di parlare e proporre nuove idee, e poi perchè la voglia di molti è di tacere e di far tacere.

E’ meglio star zitti, pensano in molti.

Oggi Roberto Saviano ha risposto agli attacchi del Premier, che ha accusato il suo libro di “supporto promozionale alle cosche”, dicendo che solo scrivendo e parlando di cosche e di mafia si ridà dignità al paese.

Se tutti noi, (che ad Amantea siamo più di quanto mi aspettassi) brava gente, continuiamo a scrivere e a raccontare quello che vediamo, senza filtri e senza padroni, forse si riuscirà a dare dignità al paese.

Come ringrazio Saviano di fare in modo che l’Italia non sia solo quella dei Riina ma quella dei Falcone, ringrazio tutti quelli che ogni giorno ad Amantea ed in tutti i paesi d’Italia, non appena sanno qualcosa, la “spiattellano” in rete.

Solo con la conoscenza e la cultura si ridà dignità ad un paese che sta terminando la sua lunga agonia.

P.S. ci stiamo organizzando per provare a coinvolgere la giunta comunale reinsediata ad Amantea in qualche incontro con le scuole. Se c’è veramente voglia di cambiare è dai giovani che si deve incominciare.





Aprire gli occhi ed alzare la testa

11 04 2010

Guarare Roberto Saviano in televisione è sempre come se un cannone ti sparasse addosso tanta speranza e tanta voglia di andare da lui, dargli la mano ed abbracciarlo.

Sento di essere veramente vicino a Roberto ed ai tanti come lui che rischiano ogni giorno la vita per avere la libertà di parlare e scrivere.

Oggi Roberto ha detto una cosa verissima, e che mi ha colpito particolarmente.

Ormai l’omertà non è più non denunciare chi viene a chiedere il pizzo, o vedere un omicidio e non confessare.

Oggi Omertà significa non capire, non voler vedere tutto quello che ci circonda, non vedere i voti di scambio, gli appalti in cambio di favori, non vedere gente che lavora al posto di altri meritevoli, e soprattutto camminare a testa bassa, a volte anche con gli occhi chiusi.

C’è bisogno di aprire gli occhi e di alzare la testa, non di coraggio, ma di coerenza e oggettività, (e anche se stasera si parlava del Barça e di Messi…e da interista mi è venuta un po di ansia nell’attesa di martedì prossimo :P   ), Roberto, rimane uno di quelli buoni, di quelli da rispettare e da proteggere.

Grazie





Amantea è il problema di se stessa

10 04 2010

Oggi per tutta Amantea sono comparsi alcuni manifesti, e all’uscita da scuola mi sono fermato a leggerli.

Mettendo da parte il punto in in cui si scrive che “Amantea non è un’isola felice come si pensava per come a lungo ci si è illusi, ma non è nemmeno una città di mafia nel senso più spregevole del termine”, in quanto io penso che ci sono svariati motivi per dire che purtroppo Amantea è collusa sotto vari aspetti, ho particolarmente apprezzato la parte dove viene scritto “la lotta alla ‘ndrangheta presuppone un radicale e diffuso cambio di mentalità”.

Oggi a scuola ho affrontato un discorso abbastanza interessante sul fascismo, e non ho potuto fare a meno di vedere dei paragoni con la situazione attuale del mio paese.

In Italia, purtroppo, non si è mai fatta una riflessione seria sul fascismo, come è avvenuto invece in Germania.

Ciò ha portato ad uno “sdoganamento” del fascismo, o meglio non c’è mai stata una reale presa di coscienza su ciò che è stato quel ventennio per l’Italia tutta, portando quindi a vedere gente che va alle manifestazioni del PDL con croci celtiche, a non eliminare alcune leggi create negli anni 30, come l’ordine dei giornalisti, e a mantenere nella popolazione una sorta di accondiscendenza al potere di turno, se questo gli portava convenienza, o quantomeno non gli metteva il bastone fra le ruote.

La stessa cosa penso sia avvenuta qui.

Dopo l’inchiesta Nepetia del dicembre 2007, ad gli amanteani non hanno fatto nessuna riflessione seria su quanto accaduto.

Sicuramente questo non è avvenuto perchè tutta la città è mafiosa, ma piuttosto perché forse prendere coscienza di un problema così grave sarebbe stato troppo difficile e troppo doloroso da affrontare, e quindi si preferisce continuare a credere nell’illusione che non sia successo poi niente di ché, e che comunque è meglio tenere le cose così come stanno per evitare rogne.

Questo sono convinto che sia il problema serio della mia città.

Non i collusi ma coloro che chiedono il favore.

Noi siamo il problema di Amantea, Amantea è il problema di se stessa, e quindi è veramente necessario un netto cambio di mentalità, che non deve avvenire facendo candidare alle prossime elezioni personaggi puliti, seppur necessari, ma istruendo la città all’ABC della democrazia.

Il clientelismo è la vera piaga della nostra terra, ed è da lì che si deve cominciare a lavorare.

Spero che le ultime parole scritte dai consiglieri comunali nel manifesto che allego qui sotto, servano davvero come monito, prima per la cittadinanza, e poi per loro stessi.





Dopo 7 mesi ancora nessuna risposta

9 04 2010

Il 5 settembre 2009 Gianfranco Posa, presidente del comitato De Grazia di Amantea, che cerca sollecitare quantomeno una risposta da parte dello stato sulla questione “navi dei veleni” in calabria, e fare luce sulla morte del capitano De Grazia, scriveva una nota che anche oggi rimane attuale.

Ancora, dopo una manifestazione andata su tutti i giornali, su tutte le tv, non sono ancora iniziati i carotaggi nella località dove si pensa siano stati interrati i fusti contenenti gli elementi radioattivi che trasportava la motonave Jolly Rosso.

Nessun politico ha dato un aiuto concreto e reale sulla questione radioattività.

Ve la riporto così com’è, bellissima nella sua schiettezza.

E’ stata nominata una commissione parlamentare, ma ancora non ci sono risposte sulla richiesta da parte del comitato di porre a presidente della stessa Angela Napoli, unica che si è dimostrata sensibile alla vicenda.

Vorrei rivolgermi, con una buona dose di presunzione (come sicuramente penserete o penseranno), ai politici di Amantea e del nostro comprensorio per dirgli: VERGOGNATEVI!
Nessun politico, nessuno escluso, si è mai occupato veramente del problema della Jolly Rosso e oggi, a quanto pare, del ritrovamento di rifiuti altamente pericolosi seppelliti nel nostro territorio.

Hanno costretto gente comune come noi a rimboccarsi le maniche e ad occuparsi di queste vicende perché chi è deputato a rappresentarci e chi ha la presunzione di volerci amministrare se ne è sempre disinteressato: chi per paura, chi perché ritiene che sia un argomento ostico che non fa aumentare i consensi (anzi!) perché si esporta una cattiva immagine del nostro territorio guadagnandosi così (come è successo a noi) l’astio degli operatori economici e di tutte quelle persone che pensano che il modo migliore per risolvere i problemi sia quello di “nasconderli”.
Chi perché ha delle responsabilità sugli avvenimenti accaduti.

Qualche politico, in passato, ha partecipato ad alcune nostre iniziative sia perché da noi sollecitato, sia perché con le nostre attività attiravamo l’interesse dei media, anche nazionali, e lo ha fatto solo per mettersi in mostra, per guadagnare visibilità…In realtà avrebbero voluto schiacciarci con il peso del loro potere. Adesso qualcuno tornerà di nuovo in campo, perché tanto il lavoro sporco è già stato fatto, il polverone è stato alzato e loro ne approfitteranno per buttarvisi dentro e mettersi in vetrina.

E poi vorrei rivolgermi a voi ragazzi, soprattutto a quelli che si occupano di politica all’interno dei partiti. Non entrate nei partiti perché pensate che chi detiene il potere possa fare qualcosa per voi, possa “sistemarvi”. Siate invece la forza che contrasta questo strapotere. Il potere di chi utilizza il ruolo che occupa per meri interessi personali. Entrate nei partiti per cambiarli.

I partiti di una volta, esempi di democrazia, nelle cui sedi la gente si incontrava per discutere dei problemi seri della comunità in cui vivevano, non esistono più. Vedo solo signorotti con una schiera di lacché e di schiavetti pronti a cambiare maglietta ogni qualvolta il loro padrone cambia squadra.

“Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo” diceva Giovanni Paolo II.

Se le cose che vedete non vi piacciono, come spesso mi capita di leggere sui vostri siti, nei vostri blog, allora fate qualcosa per cambiarle. Ritengo che in ogni schieramento, in ogni partito politico vi siano persone oneste, persone perbene, quando dovete scegliere scegliete queste. Alle persone perbene, a quelli dotati di una certa sensibilità, basta poco per riconoscere i propri simili. Basta uno sguardo negli occhi, specchio dell’anima. Le persone dalle anime nere, non riusciranno mai a sostenere lo sguardo di ragazzi animati da ideali e da sani principi. Vorrei riportavi le parole di Paolo Borsellino che parlando di politica ed istituzioni così si esprimeva:
“C’è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, sia un uomo onesto. Non è vero!La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale.
Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali.”
Se volete davvero che le cose cambino dovete, dobbiamo, essere testimoni di legalità in ogni atto della nostra vita quotidiana. Dobbiamo scegliere persone perbene da inserire nelle Istituzioni. Se all’interno delle “stanze dei bottoni”, dove si prendono le decisioni importanti, ci saranno persone valide ed oneste potremo avere la speranza di cambiare il nostro paese, la nostra Regione.

Non facciamo come i nostri padri, non abbassiamo la testa, non caliamoci le braghe davanti a chi ci opprime e vuole vederci per sempre “schiavi”.
Alzate la testa e siate sempre fieri di tutto quello che fate con onestà, seguendo le vostre coscienze pulite. Utilizzate il vostro entusiasmo e voglia di vivere per cercare di cambiare il mondo in cui vivete.
Diamoci ancora delle speranze, altrimenti nulla ha senso.
In bocca al lupo e che Dio, se esiste, ce la mandi buona!

Gianfranco Posa

Ps: ancora oggi davanti alle parole del dott. Bruno Giordano, capo della Procura di Paola, a cui esprimo la mia stima e riconoscenza di cittadino, c’è gente che dice e scrive che noi del comitato siamo degli “ossessionati”.
Bhè a queste persone voglio dire, intanto che anch’io spererei che il procuratore…e i suoi consulenti…e i carabinieri del Noe…e i tecnici dell’Arpacal, si siano sbagliati e nessun rifiuto radioattivo sia interrato sul nostro territorio…
E che se noi siamo degli ossessionati…voi siete dei “COMPLICI” e che non mi piacciono le persone che pensano che il modo migliore per risolvere i problemi sia quello di nasconderli e mi piacciono ancora di meno se hanno dei ruoli di responsabilità, ovvero se hanno la responsabilità di prendere decisioni anche per conto mio.

Io starò sempre dalla parte di persone “GIUSTE” come lo era NATALE DE GRAZIA e di chi oggi ne ha raccolto il “testimone”.





Tra un mese Cinisi, Palermo

8 04 2010

Tra un mese, a Cinisi, Palermo, ci sarà una tre giorni interamente dedicata a Peppino Impastato, un eroe moderno, morto per aver avuto il coraggio di parlare.

Per rendere onore a questo ragazzo morto per mano mafiosa è servito un film ed una canzone, entrambi bellissimi.

Bisogna andare a Palermo per ricordare Peppino, ed i tanti come lui, come Luigi Ioculano, medico di Gioia Tauro che si oppose al clan Piromalli, e fu ucciso il 25 settembre 1998.

Io farò il possibile per andare a Palermo con le Agende Rosse e Salvatore Borsellino, se voi ci siete fate un fischio, intanto cominciate a contare.

Grazie a Francesca





Un piccolo riassunto a cura di Emiliano Morrone. E’ alla gente come lui che dobbiamo dare la nostra vicinanza

5 04 2010

Con una nota su facebook, Emiliano Morrone ha riassunto cosa successe ad Amantea, ed i motivi per lo scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose.

Stanno cercando di screditare questo ragazzo in tutti i modi, per il semplice fatto che parla senza peli sulla lingua.

Il suo è vero coraggio, e tutti noi dobbiamo stargli il più vicino possibile.

Con recente pronuncia, il Consiglio di Stato ha annullato lo scioglimento del Comune di Amantea (Cosenza) per infiltrazioni mafiose. La notizia è sui giornali calabresi di oggi.
A prescindere, riporto alcuni passaggi dell’inchiesta “Nepetia”, della D.D.A. di Catanzaro, affinché, pur nella delicatezza della situazione, non ci siano sbrigative assoluzioni morali, purtroppo già in corso, in ordine a politici coinvolti. Resta ferma la presunzione d’innocenza sino all’ultimo grado di giudizio. Ma leggete, per favore.

Emiliano Morrone

Dal Procedimento Penale nr. 527/06 R.G.N.R. mod. 21 – D.D.A.

IL RAPPORTO DI SIGNORELLI TOMMASO E LA RUPA FRANCO CON LA COSCA MAFIOSA

per procurare voti:

in occasione delle consultazioni Comunali del 2004 (707 voti) al candidato al Consiglio Comunale SIGNORELLI Tommaso ed al candidato a Sindaco, LA RUPA Franco;

in occasione delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio Regionale della Calabria di Aprile del 2005, al candidato LA RUPA Franco;

in occasione delle consultazioni comunali del 2006 (897 voti) al candidato al Consiglio Comunale SIGNORELLI Tommaso, anche terrorizzando ed influenzando la popolazione di Amantea con vari atti intimitadori a colpi di arma da fuoco.

L’organizzazione mafiosa ha mantenuto stretti legami con il clan SERPA di Paola per la consumazione delle estorsioni e con l’influente Clan MUTO di Cetraro dal cui capo MUTO Franco ha ottenuto l’appoggio necessario a rafforzare la cosca per penetrare in modo occulto nell’Appennino Paolano s.p.a., incrementando il proprio ruolo nel servizio di raccolta e di trasporto dei rifiuti in molti Comuni della Calabria, nonchè ha mantenuto rapporti continui con le organizzazioni mafiose di Cassano (Cs) ( Clan Forastefano) e consentine (Clan Lanzino-Cicero); a queste ultime ha versato periodicamente quota dei proventi delle estorsioni effettuate nel suo territorio d’influenza (che abbraccia i comuni di Amantea, compresa la frazione di Campora San Giovanni, Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro, Serra d’Aiello e Cleto).
La stessa ha mantenuto, inoltre, stretti rapporti di collegamento con il clan MANCUSO di Vibo Valentia e con la criminalità organizzata Lametina, mentre ha tenuto rapporti di ostilità e di rivalità con il clan CALVANO di San Lucido nei confronti del quale il sodalizio ha programmato l’omicidio del capo, Calvano Romeo.
Il capo del clan, GENTILE Tommaso, ha partecipato a vari summit tra i “capi società” dei gruppi mafiosi della provincia di Cosenza a casa di MARCHIO Vittorio e, successivamente, a casa dei CHIRILLO a Paterno Calabro.
Il sodalizio ha avuto i suoi infiltrati e concorrenti esterni nelle Forze dell’Ordine ed Istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie nelle persone di:

LA RUPA Franco, Sindaco di Amantea e, dall’aprile 2005, Consigliere Regionale della Calabria (alla fine del 2005 il rapporto del clan col La Rupa si è incrinato),

SIGNORELLI Tommaso Consigliere ed Assessore al Comune di Amantea;

MENDICINO Armando sovrintendente dell’Arma dei Carabinieri di Aiello Calabro;

DE LUCA Domenico, graduato della Guardia di Finanza di Catanzaro addetto alla Banca Dati Sidna della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro;

SCHETTINI Concetta, responsabile dell’Ufficio Tecnico LL.PP. del Comune di Amantea, oltre a compiere vari atti illegittimi in favore del sodalizio di GENTILE, ha richiesto al clan favori personali (quali l’esecuzione di pesanti minacce, con metodo mafioso, ai danni dell’ex genero della Schettini, Mazzotta Angelo, affinché questi rinunciasse al legittimo possesso di una villa a Belmonte di proprietà della famiglia Schettini);

GABRIELE Eugenio, impiegato civile nell’Ufficio della Delegazione Marittima di Amantea (che ha dirette competenze di vigilanza amministrativa sul Porto di Amantea e che costituisce una struttura della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia) ha preso parte alla cosca mafiosa del Gentile, al cui interno ha operato attivamente per il perseguimento dell’intero programma delittuoso dell’organizzazione.

COSCARELLA Gianluca, Ufficiale della Marina Militare, presso la Guardia Costiera del Porto di Gioia Tauro con il grado di Guardiamarina ha dato un continuo contributo operativo alla cosca mafiosa, accompagnando per le vie di Amantea il latitante Amoroso Giovanni, al quale ha procurato l’abitazione di via Garibaldi ad Amantea ed ha mantenuto i contatti tra il Besaldo Pasqualino e lo stesso Amoroso.

Inoltre il Clan AFRICANO-GENTILE è riuscito ad ottenere da importanti organi locali di stampa la pubblicazione di numerosi articoli in favore di Tommaso GENTILE, al fine di influenzare la cittadinanza sul “prestigio ed onore personale” del Gentile nella città di Amantea.

Il rapporto stretto di amicizia tra LA RUPA e GENTILE TOMMASO emerge nell’ambito della conversazione ambientale nr. 32137 del 03.10.2006, intercettata alle ore 09:58 (Rit. 185/06 – allegato 137), all’interno del casotto sito nel Porto di Amantea, i cui interlocutori sono stati identificati in GENTILE Tommaso, DI LAURO Roberto, GREGORIO Pisano e PATI Marcello.

Nel corso di detta conversazione GENTILE Tommaso racconta ai suoi interlocutori come si è realizzato il progetto di acquisto della Motonave BENEDETTA II, specificando di aver personalmente proposto al suo “intimo amico”, LA RUPA Franco (indicandolo come “ex sindaco”, prossimo candidato alle Elezioni Regionali), di entrare in società con lui per la realizzazione dell’investimento suddetto: “E’ nato: l’ex sindaco, che era intimo amico mio, era… fraterno amico mio, sapendo che si doveva presentare alla Regione, gli faccio la proposta, vado a casa …(inc.)… il mio sogno è stato sempre questo, entrare in una società di una motonave che è una cosa molto importante, poi lo faccio perché sono appresso a te …(inc.)… abbiamo trovato un prestanome che sarebbe Venturino di Milano [Sposaro Venturino, ndr] hai inguaiato pure a lui […] “

Altro importante aspetto, che emerge dal sopra riportato stralcio di conversazione, è il tipico accordo di scambio elettorale politico-mafioso che era stato stipulato tra GENTILE Tommaso e LA RUPA Franco, ovvero la promessa di GENTILE Tommaso di adoperarsi personalmente per procurare voti per la campagna elettorale Regionale, in favore di LA RUPA appunto, in cambio dell’elargizione da parte di quest’ultimo di una ingente somma di denaro da destinare nell’operazione di acquisto della motonave, presumibilmente con il patto contrario che se non avesse vinto le elezioni (e solo in questo caso), non avrebbe dovuto corrispondere alcuna somma di denaro: “[…] È nata che lui, non andava alla regione e non cacciava una lira […]”.

Il programma criminoso ordito dal GENTILE per procurare voti a Franco La Rupa in occasione delle consultazioni elettorali regionali del 2005, in cambio di un intervento del politico, per il tramite di un suo prestanome, nella costituzione della società NEPETIA S.r.l. armatrice della BENEDETTA II, era già stato, per altro, chiaramente manifestato dal capo Clan nel sopra citato stralcio della conversazioione ambientale nr. 32137 (citato allegato nr. 137) allorquando il GENTILE stesso spiega ai suoi interlocutori la genesi del progetto di acquisto della motonave: “[ …] E’ nato: l’ex sindaco, che era intimo amico mio, era… fraterno amico mio, sapendo che si doveva presentare alla Regione, gli faccio la proposta, vado a casa …(inc.)… il mio sogno è stato sempre questo, entrare in una società di una motonave che è una cosa molto importante, poi lo faccio perché sono appresso a te …(inc.)… abbiamo trovato un prestanome che sarebbe Venturino di Milano [Sposaro Venturino, ndr] hai inguaiato pure a lui […]”.

Il citato patto delittuoso concluso tra Tommaso GENTILE e Franco LA RUPA si è realizzato quasi totalmente.

Riguardo invece ai rapporti tra la cosca mafiosa e SIGNORELLI Tommaso risulta quanto segue:
in data 17.03.2007 è stata intercettata una conversazione avvenuta dalle ore 13:09 e le 13:40 circa tra GENTILE Tommaso e SIGNORELLI Tommaso, intercettata all’interno del casotto nel Porto di Amantea in esecuzione del Rit.906/06 tra i progressivi 7132 e 7133 (allegato 59 all’informativa GdF) dalla quale emerge che il politico si reca dal capo clan per parlargli in modo riservatissimo di problemi in corso con gli altri elementi del sodalizio.
La presenza nel porto di SIGNORELLI è altresì documentata attraverso le riprese video effettuate in esecuzione del Provvedimento datato 27.03.2006 emesso dalla Procura della Repubblica di Catanzaro – D.D.A. – a firma del S. Procuratore della Repubblica Dr. Raffaela Sforza, che cristallizzano l’ingresso e l’uscita dell’autovettura Mercedes ML targata BK184KS in uso allo stesso SIGNORELLI Tommaso (vgs relazione di servizio allegato 60 all’informativa GdF).

Emerge che SIGNORELLI Tommaso sta subendo notevoli pressioni dai fratelli AFRICANO Guido e Massimo relative alla “sistemazione” di un soggetto non identificato, all’interno del Comune di Amantea. Non riuscendo a soddisfare le richieste dei due pezzi grossi dell’organizzazione criminale, l’Assessore chiede l’aiuto del capo clan.
GENTILE Tommaso tranquillizza SIGNORELLI Tommaso dicendosi seccato del comportamento dei due, visto che ci sono problemi più gravi essendo braccato dalle forze di Polizia anche per la questione del Porto (Rit.906/06 progg. 7132 e 7133 del 17.03.2007).

Per la soluzione pratica del problema, GENTILE Tommaso chiama telefonicamente GUIDO Giacomino (Gianni), (Rit. 134/06, Prog. 15748 ore 13:17 – allegato 61 all’inform. GdF), al quale, per non parlare col mezzo telefonico dell’argomento sensibile, chiede di recarsi da lui al porto per pranzare. Ottenuta la risposta negativa, sempre mantenendosi sul vago, gli dice che un amico deve parlargli, raggiungendo quindi l’accordo di farlo raggiungere da SIGNORELLI Tommaso alle 14:00 a casa sua.

E’ evidente la cripticità utilizzata da GENTILE nella telefonata suddetta, in cui ha evitato di nominare “l’amico”, di esternare il motivo dell’incontro e, soprattutto, non ha voluto che GUIDO Giacomino si recasse presso il porto per incontrarlo.

L’aiuto nella campagna elettorale nelle elezioni per il Consiglio Regionale, che il clan ha dato a LA RUPA Franco attraverso il suo uomo SIGNORELLI Tommaso emerge dalla conversazione ambientale nr. 556, intercettata in data 22.04.2006 alle ore 14:44 (Rit. 185/06 – allegato 85 all’informativa GdF) all’interno del casotto sito nel porto di Amantea tra GENTILE Tommaso ed il giornalista PASTORE Ernesto.

PASTORE Ernesto afferma quindi che LA RUPA Franco ne era consapevole tanto da ringraziare pubblicamente SIGNORELLI Tommaso durante una conferenza stampa tenuta a Catanzaro subito dopo le elezioni: “Ma lui questo lo ha detto in una conferenza eh! Questo, ti devo essere sincero, è stata l’unica persona che ha ringraziato è stato a Tommaso Signorelli. Pubblicamente lo ha fatto. Non è stato riportato dai giornali ma lo ha fatto. Subito dopo l’elezione a Consigliere Regionale ha fatto un incontro con la stampa a Catanzaro, l’unica persona di Amantea che ha ringraziato a livello di appoggio per voti, è stato Tommaso Signorelli. Questo è agli atti, cioè, tra virgolette, è un dato di fatto insomma. Ti posso garantire che c’è agli atti.”

Nella conversazione ambientale registrata all’interno del casotto sito nel porto in data 09.06.2006 nr. 9501 – R.i.t. 185/06 (allegato nr. 110 all’informativa della GdF) GENTILE Tommaso racconta all’imprenditore Carlo Samà i motivi del litigio avvenuto con Franco La Rupa, rivelando che quest’ultimo ha sbagliato nei suoi confronti “per il fatto di Tommaso SIGNORELLI” alludendo alla campagna diffamatoria condotta da LA RUPA nei confronti di SIGNORELLI Tommaso che ha portato quest’ultimo, a fine Maggio del 2006, a rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore. Ciò avveniva poco tempo prima che LA RUPA Franco si dimettesse dalla carica di Sindaco di Amantea, optando per quella più prestigiosa di Consigliere Regionale.

Più in particolare dal contenuto della conversazione nr. 9501, emerge, secondo quanto racconta GENTILE, che LA RUPA Franco, in seguito alla diffusione della notizia di problemi giudiziari in capo a SIGNORELLI Tommaso, aveva raccolto le firme degli altri consiglieri comunali, affinché fosse proposta la sfiducia del SIGNORELLI: “[…] ci sono certi problemi avvisi i garanzia in corso, cose perché lui era andato a chiedere le firme i tutti quanti del, nel consiglio per sfiduciare che Tommaso Signorelli ha un avviso di garanzia in corso poi dopo a lui gli è arrivato, […]”.

Dalla stessa intercettazione ambientale emerge che GENTILE Tommaso viene a sapere dai fratelli AFRICANO Massimo e Guido e da GUIDO Giacomino (Gianni), che LA RUPA Franco aveva assunto un comportamento scorretto a danno di SIGNORELLI Tommaso, vantandosi tra l’altro di essere riuscito a farlo fuori politicamente (io ormai me lo sono giocato).





La mafia nel comune di Amantea non esiste

2 04 2010

Mi sono appena allontanato schifato dalla televisione, accesa sul tg3 regione.

E’ stato mandato in onda un servizio su Amantea e sul reintegro della giunta comunale, e l’ormai onnipresente Signorelli è stato intervistato con tanto di cappello del giornalista, descrivendolo come “l’uomo nero dell’inchiesta”, insomma come già prevedevo nel post di ieri, stanno uscendo fuori gli eroi del paese.

Se guardate la puntata del tg3, però, sentirete l’ex assessore allo sport, affermare che la mafia all’interno dell’amministrazione di Amantea non è mai esistita.

Come si fa a fare affermazioni del genere?

Come si fa a ripetere affermazioni che neanche il Sonnino del 1876 rifarebbe guardando un quotidiano di oggi?

Non è mafia trovare impiegati comunali tutt’ora indagati sempre nella stessa inchiesta che ha coinvolto la giunta di Amantea?

Non è mafia dover chiedere favori per capire se sia possibile dover pagare bollette dell’acqua da 350€?

Non è mafia avere un palazzetto dello sport tutt’ora in completo abbandono, mai terminato, ma che rientra puntualmente nelle campagne elettorali dei candidati, ormai da anni?

Non è mafia non aver aiutato minimamente a far luce sulle navi dei veleni che inquinano in primis la città di Amantea?

Le carte del consiglio di stato, ed i giudici affermano il contrario, o anzi, non dicono che ad Amantea non c’era la mafia, ma che l’amministrazione comunale ha sempre agito in modo irreprensibile, anche con un assessore arrestato, indagato, in attesa di giudizio e che sarebbe stato reintegrato pure lui se solo non avesse dato le dimissioni.

Badate, quello che sto facendo da un pò di giorni a questa parte, non è accanimento verso Signorelli, Pirillo, La Rupa &co.

Quello che faccio, che ho fatto e che spero poter continuare a fare è amore per la mia terra.

Emiliano Morrone, quando è venuto ad Amantea ha gridato che chi ama denuncia, chi ama parla, chi ama scrive.

Io amo Amantea, amo la mia casa e non voglio più vederla così.





Non è successo niente…

1 04 2010

Mentre ricomincia Annozero su raidue, mentre tra Grillo e De Magistris sale la tensione sul movimento 5 stelle, il comune di Amantea non è più commissariato.

E’ stato accolto il ricorso del sindaco Tonnara e della sua giunta, con sentenza del 30 marzo, che potete leggere qui, ma che non contribuisce a togliere i dubbi sui motivi del reintegro della vecchia giunta.

Sembrerebbe quindi che, mentre in paese imperavano le cosche della ‘ndrangheta, il comune di Amantea cercava di mantenere una situazione di legalità e discontinuità con la precedente amministrazione comunale.

Non voglio neanche immaginare cosa significherà tutto questo nei prossimi giorni, tra ricorsi di condannati in rito abbreviato, trasformazioni di personaggi da cattivi ad eroi ecc…

Qualcuno parla di dignità ritrovata, e di enormi danni di immagine.

Non so quale dignità possa avere un paese che continua a votare i collusi ed i malavitosi e poi parla di voglia di legalità e di presenza dello stato.

Non so quanto questo possa contribuire all’immagine di Amantea, quanta credibilità possa riacquistare sulla scena nazionale, e quanta gente avrà voglia di scegliere questo paese di mare, che resta sporco, inquinato e radioattivo.








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