Nel primo pomeriggio di oggi sono andato a votare, alla mia sezione elettorale.
In un paese commissariato per mafia, dove io ho addirittura l’onore di avere la tessera elettorale firmata dalla “commissione straordinaria”, come regola, tutto, in particolare le elezioni regionali, piene di candidati del paese, dovrebbero svolgersi nel massimo rispetto delle leggi vigenti, anche per una questione di trasparenza e voglia effettiva di far capire che Amantea può e deve cambiare strada.
Come al solito però, le mie speranze vengono tutte disattese, e ormai avrete capito che le cose che non vanno non riesco proprio a tenermele, e sono costretto a spararvele qui
Avvicinandosi al seggio in via Baldacchini, dove votano la maggioranza dei cittadini di Amantea, si viene accolti da un candidato, Paolo Le Rose, presente sul posto dalla mattina presto, a salutare tutto e tutti, anche i cani randagi che pasavano di lì per caso.
Proseguendo troviamo l’unico ed inimitabile Tommaso Signorelli, di fronte all’ingresso della scuola elementare, dove molto civilmente ferma i passanti, e peggio ancora le macchine che transitano per la via, creando qualche problema anche al traffico, il tutto sotto gli occhi di un vigile e di un finanziere che parlottano allegramente con i presenti, compresi parenti ed amici dei candidati, intenti a dare “santini” con annessi e connessi, magari alle signore più anziane.
Il bello però, è trovarsi all’ingresso del cancello della scuola Salvatore Pirillo, anche lui intento a salutare tutti i presenti, compreso il sottoscritto chiamandomi addirittura “Aldì”.
Naturalmente non mi aveva mai salutato, ma si sa queste cose sono normali, o che perlomeno da queste parti rientrano nella normalità…
Non è normale, invece, che entrando nel seggio per esprimere il voto, vedendo cartelli scritti in grassetto su tutte le cabine dove si ricorda che la legge vieta di introdurre oggetti abili a riprendere o a scattare fotografie nelle cabine stesse, alla mia richiesta se fosse necessario lasciare il telefonino sulla scrivania degli scrutatori, mi sia stato risposto semplicemente “no, tranquillo”.
Insomma, oggi sono andato al circo, e pure gratis.






TU SEI UN CIRCO, VERGOGNATI, IO SONO AMICO DI TOMMASO E MI ONORO DI AVERLO CONOSCIUTO.
gennaro mi sono limitato a descrivere le varie scene in cui mi sono imbattuto. Non è normale che un candidato stia davanti il seggio elettorale, come quello che citi tu ne ho citati altri, non vedo di cosa dovrei vergognarmi.
Sicuramente non ho offeso.