Si sono fatte tante di quelle polemiche sulla canzone di Povia nella rete, che sembra quasi che l’emendamento D’Alia sia uno scherzo di carnevale.
Proprio ora stavo finendo di leggere una lettera, scritta da Livia, indirizzata a “Luca (quello che era Gay)” (?!), dove gli si fa quasi la colpa, nella parte finale, di causare tante difficoltà ai Gay, i quali genitori diranno “vedi? quello ce l’ha fatta a “guarire” “.
Non mi sembrano per niente delle polemiche costruttive, anzi, secondo me risultano essere solamente bigotte e senza senso.
Se guardiamo i fatti, si sta facendo polemica su una canzone!
La canzone, la musica, ovvero forma d’arte, non deve essere condizionata da agenti esterni, altrimenti diventa solo uno strumento che può essere usato a piacimento da chiunque.
Facendo di queste polemiche, si ammazza il vero senso e significato più profondo della musica in generale, soprattutto se, come in questo caso, si pongono dei paletti.
E poi, siamo realisti, nel testo della canzone non c’è proprio niente di strano, tantomeno frasi che incitano alla “guarigione”, anzi, Povia ha solo raccontato una storia, di quelle che se ne sentono ogni giorno, ma che in pochi raccontano, sicuramente perchè è più facile che raccontare la solita storiella d’amore neomelodica (sto cavolo di Da Vinci era l’alter-ego di Gigi D’Alessio! ).
Ho guardato San Remo per gli Afterhours, a cui è stato dato il premio della critica, ma comunque devo dire che a parte alcune canzoni, lo spettacolo in se n on è stato fatto male, e criticando così tanto una canzone se ne rovina l’immagine solamente.